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Castellucchio-Treviso
in bici come pegno
dello Scudetto Pomì…

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Nella foto Ton e Orlandi davanti al Palaverde di Treviso e la Pomì in festa a Novara

CASTELLUCCHIO/TREVISO – Due mesi dopo il profumo dello Scudetto Pomì si respira ancora. Eccome. Anche per merito di una scommessa: il 16 maggio la squadra di coach Davide Mazzanti vinceva il campionato a Novara, in gara-5 di finale, e fin qui tutti sono rimasti aggiornati nei ricordi; il 16 luglio, invece, Antonio Orlandi è ritentato a casa, rigorosamente in treno, dopo avere pagato volentieri il proprio pegno.

Già, ma chi è Antonio Orlandi? Una di quelle figure che lavorano dietro le quinte ma che, con il loro aiuto prezioso, hanno contribuito alla grande stagione rosa. Classe 1985 di Castellucchio, Orlandi è lo scoutman della Pomì: di fatto segue ogni azione e segna punti, posizioni da dove sono arrivati e percentuali varie. Una manna per i maniaci di statistica e soprattutto per i giornalisti al seguito al palazzetto che, tra un set e l’altro e a fine gara, pendono dai suoi tabellini. La scommessa di Orlandi parte dalla vigilia di gara-3 con Novara. “Era un sabato – ricorda il giovane mantovano – e prima del match, durante la riunione tecnica, coach Mazzanti ha lanciato una sfida a tutti noi, in gran segreto: “se vinciamo, ognuno di noi deve fare un voto e mantenerlo” ha detto Davide. E se per molti la scommessa consisteva in un tatuaggio ricordo, per me, che amo andare in bicicletta e ogni estate percorro parecchi chilometri, il pegno era un pellegrinaggio sulle due ruote”.

Per Antonio le possibilità erano due: o Foligno, casa di Daniele Santarelli, allenatore in seconda, oppure Treviso, patria di Riccardo Ton, preparatore atletico. “Ho scelto Treviso, perché è più vicina ma soprattutto perché si trova a pochi passi da Conegliano, che è poi il luogo della rivincita, da dove tutto è partito, in gara-4 di semifinale”. Partito alle 6 di mattina di mercoledì 15 luglio da Castellucchio, attorno alle 15.30 Antonio è giunto a Treviso, sorprendendo anche lo stesso Ton. “Non credevo mantenesse la scommessa, anche perché è un periodo bello caldo, meteorologicamente parlando – racconta Riccardo, oggi passato all’Eczacibasi Istanbul – . Diciamo che s’è meritato il limoncino che gli ho offerto: lo fa mio padre con i limoni che gli ha procurato Santarelli. Del resto, la fidanzata di Daniele, Monica De Gennaro, è di Sorrento, dunque lì la materia prima è la migliore”.

Per Antonio 207 chilometri. “Sono partito con la mia mountain bike, come sempre, senza bici da corsa. E ho evitato i Colli Euganei, cercando di evitare strappi o salite spaccagambe. Soprattutto ho cercato di seguire strade che passassero vicino a paesi o cittadine dotate di una stazione ferroviaria. Nel caso in cui mi fossi arreso o mi fossi sentito male, avrei avuto un comodo mezzo per tornare a Castellucchio. Ma non ce n’è stato bisogno”. E come premio, per Antonio e Riccardo, la foto ricordo davanti al Palaverde di Villorba, a dieci minuti dalla casa di Ton. “Era una promessa, l’ho mantenuta e quella foto ne è la prova” spiega Antonio, che dopo una notte di riposo a Treviso è tornato a casa in treno, giovedì 16 luglio. Due mesi esatti dopo il capolavoro di Novara. E in caso di Champions League, qualche altra promessa in vista? “Prima ne parlo a Barbolini, poi ve lo farò sapere”. Giusto così…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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