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Viadana, Nadia non
vuole fermarsi a
barriere architettoniche

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Nella foto Nadia Padova assieme alla vicina e in una situazione di difficoltà

VIADANA – Oltre alle sofferenze fisiche deve sopportare anche quelle morali e psicologiche legate alle lungaggini burocratiche e alla indifferenza da parte delle istituzioni, quando in fondo le basterebbe una stanza in più ed un bagno decente. Non chiede molto Nadia Padova, una 52enne di Viadana, che una malattia contratta alla nascita costringe a vivere su una carrozzella.

Solo da pochi mesi le è stata riconosciuta una pensione d’accompagnamento di 500 euro che, sommata ai 230 dell’invalidità civile, le consente di vivere una esistenza dignitosa, assieme all’inseparabile cagnolina Tiffany. Nadia è in affitto in un appartamento del Comune a cui versa una cifra simbolica. Adesso però ha smesso di pagare perché nessuno si preoccupa di risolvere i suoi problemi. Non è questione di destra o di sinistra, poiché la situazione si trascina da molto tempo, con diversi sindaci che si sono succeduti a capo dell’Amministrazione comunale.

La donna è affetta da tetraparesi spastica che le blocca completamente la parte sinistra del corpo. Con molta fatica riesce a compiere qualche piccolo passo, ma poi deve ricorrere alla sedia a rotelle. Ed è lì che nascono i problemi maggiori in quanto con il mezzo non riesce a passare dalla cucina al bagno se non a fatica, sia per le porte troppo piccole, con gli angoli troppo stretti della casa, sia per un gradino che pone il pavimento del bagno su un livello più alto. Una situazione paradossale per una persona in quelle condizioni. Il bagno poi si presenta in uno stato vergognoso con macchie di ruggine all’altezza dei rubinetti. Fino a qualche tempo fa la vasca era un’autentica fogna da cui uscivano liquami schiumosi provenienti da altri scarichi. Adesso almeno questa situazione non si manifesta più ma Nadia chiederebbe di poter usufruire dei servizi igienici senza dover ogni volta fare delle acrobazie.

Fortunatamente c’è una vicina di casa, Romana Sarzi, che al bisogno riesce sempre a raggiungerla per aiutarla nelle difficoltà. “Questo è lo strumento che mi salva in molte situazioni – racconta Nadia indicando il cellulare che porta sempre al collo – . Non appena la chiamo lei arriva sempre a darmi una mano”. Adesso però una mano a lei la devono dare le istituzioni, trovandole una sistemazione più adatta alle sue gravi difficoltà motorie. “Quando la sera ritiro la biancheria asciutta non ci stiamo più dentro in stanza nè io nè la cagnolina. D’altra parte non posso lasciare lo stendino fuori di notte perché me lo portano via assieme agli indumenti, come mi è capitato già più di una volta”, conclude la donna che in passato ha dovuto fare i conti con alcuni balordi che l’hanno aggredita approfittando della sua menomazione fisica.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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