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Esse Elle, lascia
il totem Marasi: staffetta
con Giorgio Nibbio

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Nella foto Marasi e Nibbio, passato e presente della Esse Elle

CASALMAGGIORE – Una vita per lo sport, una vita per la pallavolo. E una carriera sempre legata ai colori della sua città, Casalmaggiore: Edo Marasi va ufficialmente in “pensione” da allenatore, anche se la domanda, conoscendolo, è legata al suo futuro. Davvero resterà lontano dal parquet a lungo? Oppure ci ripenserà, come spesso ha fatto in passato, quando ad esempio continuò a giocare anche da over 45 nonostante qualche problema alla schiena, ritagliandosi così il doppio ruolo di allenatore-giocatore?

La notizia, pur riguardando una categoria “bassa” come la serie C di pallavolo maschile (categoria regionale, di fatto), ha un’eco enorme nel Casalasco-Viadanese, dove Marasi è un autentico totem. Una di quelle figure che si staglia all’orizzonte e coincide perfettamente con il nome di una squadra. Più di una bandiera: perché una bandiera può magari portare la fascia da capitano e fare da uomo immagine. Marasi è invece andato oltre: nella gloria come negli anni bui, ha guidato l’Esse Elle, la Gruppo Sereni, la Pallavolo Casalmaggiore (e chi più ne ha più ne metta) prima da atleta, da fine regista, poi da tecnico. Soprattutto è stato spesso uno e trino, organizzatore più che allenatore, una sorta di manager all’inglese, preoccupato di costruire la squadra (e di creare rapporti) e non solo di guidarla in campo e negli allenamenti. Quando serviva, poi, come detto, Edo svestiva i panni dell’allenatore e tornava giovane in campo. Tutto questo anche in stagioni tribolate, dove magari la salvezza arrivava per un ripescaggio perché senza soldi, fare le nozze coi fichi secchi portava a ingaggiare giovani di belle speranze ma ancora acerbi; senza paura comunque, anzi con l’umiltà e il coraggio di affrontare un campionato, perdendo magari le prime partite tutte per 3-0, per poi crescere comunque, anche se questo significava conquistare un solo set, che però per quei ragazzini valeva come un campionato vinto, ed essere soddisfatto di questo.

Edo Marasi lascia la panchina dell’Esse Elle: non è una notizia, è una rivoluzione. E anche per questo il comune di Casalmaggiore, come trapela da piazza Garibaldi, intende tributare giusti onori a questo sportivo che ha segnato un’epoca della nostra pallavolo, lontana anni luce dalle conquiste della Pomì e dal tricolore finito su tutti i media nazionali. Marasi lascia il suo ruolo a 53 anni, dopo 38 stagioni tra campo e panchina, termini che per lui non vanno scissi, perché bastava un attimo per fare scattare il cambio ruolo volante. Per rendere meglio l’idea, Guy Roux, il tecnico che ha abbattuto qualsiasi record a livello professionistico mondiale, si è legato all’Auxerre (si parla di calcio francese) per 44 stagioni complessive. Ecco, appunto: Marasi è il Guy Roux della pallavolo. Trovatelo voi un altro così…

L’altra notizia, sempre importante, è che Edo Marasi lascia a quello che un tempo fu un suo compagno di squadra e allievo: e che allievo! Giorgio Nibbio, altro casalese doc, dopo avere assaggiato anche la serie A ad Urbino (derby con la Pomì nel primo anno di massima serie di Casalmaggiore, contro il team allora allenatore da Beltrami), torna all’ombra della Baslenga. Abituato a guidare le ragazze in categorie importanti (dopo la A1, anche la B1 con la Millenium Brescia), Nibbio ha accettato di scendere in serie C, in una categoria lontana dai riflettori, che però a Casalmaggiore viene sospinta da decenni di passione e da una Baslenga che, seppur non gremita, sa come emozionarsi. Anche grazie all’epopea Marasi, che per la prima volta passerà dall’altra parte della barricata, tra il pubblico. In attesa di tornare sul parquet oppure pronto semplicemente a fare forza ai suoi ragazzi e in primis a Giorgio? Beh, questo lo vedremo. Certo è che, per chi fa sport, il richiamo della foresta prima o poi torna sempre a farsi sentire… E infatti le ultime voci parlano di un Edo comunque vicino alla squadra, magari con un ruolo dirigenziale o addirittura come allenatore in seconda. Il destino presto darà una risposta: intanto, tutto lo sport casalese gli tributa il suo doveroso grazie.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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