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Bozzolo, commozione
a ricordi: quando don
Primo salvò due famiglie

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Nella foto i relatori e il folto pubblico in sala

BOZZOLO – Se non bastassero le prove della carità e dell’immensa umanità di don Primo Mazzolari sin qui raccolte, altre testimonianze sono arrivate sabato attraverso una serata che difficilmente Bozzolo dimenticherà. Lo stesso giornalista mantovano Luciano Ghelfi, navigato cronista televisivo quotidianamente impegnato a Roma tra Quirinale e Montecitorio, ha ammesso di essersi fortemente commosso nel condurre l’evento organizzato dentro la Sala Civica bozzolese.

Forse perché anche lui, come ha spiegato, proveniente per ragioni diverse da una famiglia sfollata, ha condiviso l’intensa e per certi versi drammatica testimonianza di due ebrei, oggi molto anziani ma con la mente lucidissima, sfuggiti all’odio razziale esploso settant’anni fa all’epoca della Seconda Guerra Mondiale. Oskar Tenzer e Leone Beniacar hanno raccontato le rispettive esperienze passate con le proprie famiglie nel disperato tentativo di evitare il rastrellamento tedesco rifugiandosi a Bozzolo, dove per entrambi la coincidenza ha voluto che fossero accolti e protetti dal prete “differente”, appunto don Primo. Oskar Tenzer, residente attualmente nel cremonese, ha goduto anche della protezione dell’allora podestà e del maresciallo dei Carabinieri, i quali diedero alla sua famiglia, insieme al parroco, tre giorni di tempo onde evitare la segnalazione.

Leone Beniacar, non vedente dall’infanzia dopo essere caduto dentro un secchio di calce bollente, ha invece mandato un messaggio di grande e straordinaria fede, sottolineando come la convivenza tra ebrei e cristiani possa sempre continuare a manifestarsi convinto tra l’altro dalle molte occasioni capitategli nella vita. Tra queste l’ospitalità ricevuta dalla famiglia Zanchi di Rivarolo Mantovano prima e di don Primo Mazzolari subito dopo, esperienze dalle quali ebbe salva la vita. Commosso anche il sindaco Giuseppe Torchio che, nel constatare la grande affluenza in sala, ha ricordato come Bozzolo sia legata ai valori dell’ebraismo sottolineando come l’introduzione delle leggi razziali avesse coinciso con l’inizio delll’indigenza e la povertà.

Breve ma intenso poi l’intervento del bozzolese Stefano Albertini Mussini, capo della Casa della Cultura a New York, il quale ha rivelato come il nome di don Primo sia già nell’elenco dei personaggi di prim’ordine presente a Gerusalemme. La grande manifestazione celebrativa ha avuto come splendida cornice l’esecuzione di musica israeliana eseguita magnificamente da Stella Bassani, accompagnata alla chitarra da Luca Bonaffini. Brani di ispirazione religiosa che hanno pervaso di nuova commozione tutto il pubblico, parte del quale si è alzato per ballare in cerchio la suggestiva Gam Gam (Anche anche). All’uscita poi la piacevole degustazione di un piccolo buffet con piatti della tradizione ebraica.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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