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Grana, Fava al fianco
caseifici mantovani:
“Pronti al dialogo”

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MILANO – “Il richiamo all’etica, alla trasparenza e alla qualità di una grande Dop come il Grana Padano risponde alla necessità di rilanciare sui mercati produzioni che per caratteristiche devono necessariamente distinguersi e ottenere, di conseguenza, una valorizzazione anche in termini economici”. Così l’assessore all’Agricoltura della Lombardia, Gianni Fava, raccoglie il grido di dolore dei caseifici mantovani, “che mettono in campo alcune riflessioni, relativamente ad argomenti che condivido e affronto da tempo”.

Tre, in particolare, i temi sui quali i caseifici mantovani – che nel 2014 hanno prodotto 1.392.299 su un totale di 4.840.019 (fonte: Consorzio di tutela Grana Padano) – hanno chiesto un confronto, attraverso il presidente di Confcooperative Mantova, Maurizio Ottolini. “Gli interventi di contribuzione differenziata, finalizzati al contenimento della produzione con l’obiettivo di sostenere il prezzo – riepiloga Fava – hanno senza dubbio svolto una funzione apprezzabile, ma con il mutato scenario economico e di mercato e con l’incremento delle produzioni similari è forse giunto il momento di ridiscutere il meccanismo”. Secondo l’assessore lombardo, che si allinea alle valutazioni dei caseifici mantovani, “un prelievo finalizzato al contenimento forzoso della produzione limita la propensione delle aziende a crescere, soprattutto in una nuova fase di liberalizzazione dalle quote latte e con l’opportunità di conquistare nuovi mercati; inoltre, contrasta con i principi del libero mercato”.

Un altro aspetto evidenziato dai caseifici virgiliani riguarda l’incompatibilità qualora consiglieri o soci del Consorzio di tutela producessero o immettessero sul mercato formaggi del tutto simili al Grana Padana Dop. “La libertà di impresa è un diritto fondamentale – osserva Fava – ma se vogliamo compiere un passo in avanti sul fronte della tutela delle denominazioni d’origine bisogna inevitabilmente fare in modo che chi aderisce all’ente consortile non deve in alcun modo entrare in concorrenza con il Grana Padano”.

Anche la qualità, elemento sul quale i caseifici mantovani pongono l’accento, deve essere un elemento “distintivo e di valorizzazione del prodotto, immediatamente riconoscibile a chi acquista Grana Padana Dop”, condivide Fava. “Come ho detto, raccolgo e condivido gli stimoli al dialogo sollevati dai produttori mantovani – dichiara l’assessore lombardo Fava – e come Regione Lombardia sono disponibile a dialogare con il Consorzio di tutela del Grana Padano e i suoi produttori, anche per individuare politiche di valorizzazione e sostegno che si traducano in maggiori guadagni da parte degli allevatori e dei produttori”.

Per l’assessore Fava “il ruolo del consorzio deve essere chiaro e in linea coi dettami normativi, che ne individuano le funzioni di tutela e promozione del prodotto. Se invece – aggiunge Fava – i consorzi si trasformano in strumenti di regolazione dei mercati, allora credo siano fuori strada. Lo ripeto da diversi anni, ma vedo che non si riesce a contenere questa deriva in modo significativo. Promuovano al contrario il profitto sui mercati e lo tutelino, cosicché a quel punto non sarà poi così necessario limitarne la produzione”.

I prezzi di mercato. In base ai dati pubblicati sul sito Clali.it il listino del Grana Padano 10 mesi sulla piazza di Mantova ha segnato 6,43 €/kg lo scorso giovedì 6 agosto (-0,39% rispetto alla settimana precedente e -5,17% rispetto allo scorso anno), mentre il Grana Padano 15 mesi sulla piazza di Milano lo scorso lunedì 3 agosto ha realizzato 7,38 €/kg, con una flessione del 0,67% rispetto alla settimana precedente e del 4,53% rispetto all’agosto 2014.

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