Commenta

Padre Zambotti:
l’accoglienza non deve
diventare un business

zambotti-12-francesco-ev

Nella foto, Padre Francesco Zambotti

RIVAROLO DEL RE – Roma evidentemente insegna e i forti guadagni realizzati con i profughi dai famigerati amici di Buzzi stanno provocando tentativi di emulazione un po’ dappertutto. Lontano dal pensare che gli intrecci di “Mafia capitale” abbiano attecchito anche nel nostro territorio va comunque segnalato che diversi privati si stanno mettendo in contatto con le Prefetture sulla questione dell’ormai dilagante problema degli sbarchi in Italia. A confermarlo un sindaco della zona che vede con riserva questo nascente filo diretto tra Prefetto e privati perché tale accordo escluderebbe di fatto i primi cittadini da ogni interferenza. In sostanza una qualsiasi persona che abbia una casa sfitta, una cascina, un ambiente con le regolari caratteristiche di abitabilità, in grado di alloggiare persone fuggite da guerre e disagi che ora si trovano nel nostro Paese può farlo con l’autorizzazione degli organi superiori. Senza l’autorizzazione o meno delle Amministrazioni comunali. E alla Prefetture, mai così in difficoltà come adesso ad ottemperare alle richieste del Governo per l’accoglienza di profughi e disperati, tali proposte arrivano proprio come manna dal cielo. Mentre a Bozzolo il sindaco Giuseppe Torchio ha spiegato esserci altre priorità, a Rivarolo Mantovano così come a Spineda, dove però il progetto è stato fermato, sono diversi i soggetti disponibili all’accoglienza così come ve ne sono a Rivarolo del Re. In questa località famosa per una delle Tende di Cristo di Padre Francesco Zambotti già ci sono 24 profughi, di cui due donne nigeriane arrivate proprio martedì mattina. Il religioso sottolinea che l’ospitalità è possibile poiché la struttura è molto grande e già ci vivono una settantina di persone con varie tipologie di disagio, alcune raccolte per strada. “Adesso però siamo già al completo e altri arrivi purtroppo non li possiamo accettare”. Ecco dunque spazio per i privati a cui si accennava all’inizio. Con l’auspicio che anche in questo atteggiamento ci sia lo spirito di carità e amore che ha mosso il responsabile della Tenda di Cristo e Casa Paola. Ma chi ha avanzato richiesta alla Prefettura ha pure calcolato che ogni straniero costa dieci euro al giorno tra vitto, pulizie compresa l’alfabetizzazione ricevendone poi dallo Stato 35 euro per ciascuno di loro. Scettico fratel Zambotti su questa possibilità: “Molti si fanno avanti ma poi non credo che qualcuno lo farà davvero perché è un’accoglienza molto difficile, in quanto arriva un po’ di tutto”, sottolinea il religioso unendo il suo pensiero a quello dei sindaci cui poi toccherebbe il gravoso compito di assistenza sociale e scolastica per questa sfortunata moltitudine di persone senza patria.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti