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Emergenza Profughi
sbarca nel Casalasco:
si riunisce la Consulta

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CREMONA – E’ durata tre ore la riunione tra il Prefetto di Cremona e i sindaci del territorio casalasco. Ventun primi cittadini, con  unico assente Filippo Bongiovanni di Casalmaggiore per impegni pregressi, chiamati dal Prefetto Paola Picciafuochi per affrontare l’assillante problema dei profughi. I rappresentanti di tutte le comunità, dalle 17 alle 20 di mercoledì pomeriggio si sono espressi con toni risoluti affinchè le decisioni riguardo l’assegnazione dei questi cittadini stranieri non vengano più prese dall’alto con unico contatto tra le varie Cooperative e i privati che offrono l’alloggio, come sinora successo a Casteldidone e Scandolara Ravara (e Castelponzone), oltre che a Bozzolo per quanto riguarda la zona mantovana del comprensorio.

La disponibilità dei Comuni potrà essere attuata solo dopo un preventivo contatto per stabilire i modi e soprattutto gli spazi utilizzabili per questo tipo di accoglienza. Frattanto è emerso che anche il Vescovo di Cremona Dante Lafranconi, la massima autorità ecclsiastica del territorio scriverà a tutti i parroci per invitarli ad aprire le porte agli immigrati concedendo loro ospitalità nelle varie case parrocchiali o in strutture adibite, a fronte della situazione di grave emergenza che si sta verificando.

Tornando ai sindaci si è raggiunto l’accordo di indire un’assemblea tra tutti i rappresentanti municipali, attraverso una riunione della Consulta del Casalasco presieduta da Velleda Rivaroli, sindaco di Scandolara nel pomeriggio di venerdì alle ore 18. L’incontro servirà a stabilire un eventuale censimento di case e alloggi utili a questo tipo di accoglienza. Anche perché a seconda del numero di abitanti di ciascun paese la Prefettura assegnerà una percentuale corrispondente di profughi. Anche per questo motivo è stata criticata l’assenza di Casalmaggiore in quanto gli altri sindaci non sono ovviamente disposti ad assorbire la percentuale che toccherebbe al capoluogo casalasco con i suoi 15mila abitanti. L’emergenza (senza precedenti) ha spinto a prendere decisioni insolite come quella di poter ospitare a casa propria da parte di ogni privato cittadino, almeno due stranieri percependo 200 euro per ospite netti al mese. Nel Casalasco sarebbero 80 quelli in arrivo, dopo gli 11 già pronti a insediarsi tra Casteldidone e Scandolara Ravara.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

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