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Bonifica dell’Alzoovet:
nuove case in centro
a San Giovanni

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Nella foto, da sinistra: Bertoletti, Perazzi, Asinari, Ferrari, Fava

SAN GIOVANNI IN CROCE – Riqualificare un’area di circa 12mila metri quadrati, nel cuore del centro abitato di San Giovanni in Croce, laddove sorgeva una delle più importanti realtà occupazionali del casalasco e dove oggi resta un cimitero industriale fatto di silos d’amianto, muri decadenti e macerie. Questo l’obiettivo perseguito da quattro anni dall’amministrazione comunale guidata da Pierguido Asinari, che lunedì mattina si è concretizzato nella conferenza di presentazione di un progetto capace di ridare impulso all’attività edilizia locale. Un piano che prevede la bonifica dell’area di via Monsignor Fazzi, il completamento della stessa strada e la realizzazione di nuovi lotti abitatitivi. Saranno almeno venti gli immobili che potranno essere ricavati nell’area che fu della Glaxo, dell’ex New Line ed oggi Alzoovet Mangimi srl, dismessa e in decadenza ormai da anni ma mai demolita. Circa 85 le persone che potrebbero trovare casa in via Monsignor Fazzi, con condizioni agevolate vista la sinergia tra pubblico e privati: Comune, ditta titolare dell’area, istituto di credito e studio geometra. “Sono molto soddisfatto perché siamo giunti alla fine di un percorso durato quattro anni, che ho voluto tracciare subito all’inizio del mio insediamento come sindaco”: spiega Asinari, in sala consiliare. “Una fabbrica dismessa, posta nel cuore del paese, verrà bonificata. Verranno tolti silos, lamiere e amianto. Al suo posto nasceranno nuove abitazioni, negozi, uffici e nuovi luoghi di incontro”.

Le condizioni dell'Alzoovet di via Monsignor Fazzi

“Affinché l’operazione potesse concretizzarsi – illustra il sindaco – occorrevano le giuste condizioni: per prima cosa la volontà di pubblico e privato. E ringrazio il dottor Vittorio Perazzi, titolare dell’Alzoovet e proprietario dell’intero sito, della disponibilità che ha dato fin dall’inizio ad intavolare con noi un dialogo franco e costruttivo che si è rivelato vincente”. Seconda condizione necessaria per rendere possibile l’iniziativa, la sostenibilità urbanistica: “Il PGT – sottolinea Asinari – ha creato le condizioni necessarie per poter immaginare un futuro per quest’area, e così dare risposta a qualcosa che il paese attendeva da diversi anni, e cioè la dismissione e la bonifica di immobili industriali ormai fatiscenti, contenenti anche amianto, lascito di uno stabilimento che ha dato molto al nostro paese in termini di occupazione fino a una quindicina di anni fa e che giaceva inerme e ingombrante nel centro storico”. Approvato all’unanimità consiliare il PGT, il passo successivo è stato quello di arrivare ad una convenzione che formalizzasse l’accordo fra le parti. Il patto stipulato prevede che la società Alzoovet esegua le opere di urbanizzazione ed il costo sostenuto venga tramutato dal Comune in un bonus a disposizione della ditta da utilizzare per favorire gli insediamenti, “e quindi – precisa Asinari – da far ricadere su chi si insedierà nel luogo una volta bonificato”.

Nel “pacchetto”, per dirla con Vittorio Perazzi, rientrano altri due soggetti: il geometra Rinaldo Bertoletti che ha elaborato il progetto di lottizzazione e che è convenzionato per la realizzazione dei nuovi spazi abitativi; la Cassa Rurale ed Artigiana di Rivarolo Mantovano Credito Cooperativo (gruppo Bcc), rappresentata in municipio dal direttore generale Ivan Fava e dal responsabile della filiale rivarolese Gianandrea Ferrari. Il primo passo, per cui è stata approvata la Dia (denuncia di inizio attività edilizia), riguarda la realizzazione della strada. Già avviata invece la bonifica dell’area con la rimozione delle fibre in cemento amianto: gli operai sono al lavoro da giorni. Poi, si passerà alla demolizione degli immobili. Mentre proseguiranno gli interventi di urbanizzazione, potranno aprire i cantieri per l’edificazione delle nuove strutture. Case, uffici, negozi di vicinato: la destinazione dei lotti è flessibile. Unico vincolo costruttivo, l’altezza: trattandosi di centro città, gli immobili non potranno superare i dieci metri. Per quanto concerne l’aspetto economico, la Bcc si è resa disponibile a finanziare i privati sia a costruzione finita che durante l’avanzamento dei lavori. Si tratta di mutui (massimo 20 anni) a tasso agevolato (si parte dall’1,5) che copriranno al massimo l’80% del valore complessivo dell’immobile. I tempi? “Nel 2016 potremmo vedere le prime benedizioni”: ha previsto Fava.

Simone Arrighi

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