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Il medico delle staminali
torna in libertà:
“reato insussistente”

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Nella foto, Erri Cippini nel suo studio

VICOMOSCANO (CASALMAGGIORE) – Dopo sette settimane di arresti domiciliari, Erri Cippini, il chirurgo plastico ricostruttore ed ex contrattista al Pronto Soccorso dell’ospedale Oglio Po di Vicomoscano può ritenersi libero. Il Tribunale della Libertà di Brescia ha dichiarato insussistente il reato ascrittogli di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e legate all’uso delle cellule staminali, ritenendo erronea la misura cautelare. Bresciano e laurerato con lode in Medicina all’Università di Milano, Cippini ha ottenuto l’abilitazione superando l’esame negli Stati Uniti d’America, oltre ad avere a curriculum tre master universitari. Oltre ad essere medico presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Oglio Po di Vicomoscano, lavorava nel proprio studio privato a Brescia. Specializzato nella ricostruzione plastica, si era specializzato nelle ricerche sulle staminali. Aveva aderito ad una sperimentazione condotta dalla svizzera Med Cell. Trecento pazienti in trattamento, nessun caso di effetto collaterale: un progetto che vide Cippini divenire direttore scientifico. L’attività di ricerca viene però fermata da un’inchiesta italiana che porta all’arresto di Marino Andolina ed altri medici. Cippini ha dichiarato di non essere direttamente collegato a questo filone d’inchiesta: non faceva terapie, bensì praticava mini-liposuzioni che spediva poi in Svizzera dove veniva creato un deposito di staminali. Solo su richiesta del paziente si procedeva con la terapia, ma oltre confine. Il costo delle mini-liposuzioni era di 1500 euro. Di questi soldi, sempre regolarmente fatturati, tolte le tasse e le spese e la donazione alla Fondazione, ne rimanevano 300 per ogni intervento che fanno 9mila euro in totale.  Chi voleva proseguire con la terapia, pagava 9500 euro. I pazienti di Cippini erano trenta, sei dei quali hanno denunciato il medico perché, secondo il chirurgo, si sarebbero creati false aspettative rispetto a cure che non hanno prodotto risultati. Tra questi pazienti ritenutisi truffati, c’è anche un viadanese.

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