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L’argine delle polemiche
fa infiammare
i viadanesi

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Nella foto, i relatori della serata con il sindaco Cavatorta al centro

SAN MATTEO DELLE CHIAVICHE (VIADANA) – Tanto interesse e molte polemiche lunedì sera da parte della popolazione di San Matteo delle Chiaviche e zone circostanti. L’Amministrazione comunale di Viadana aveva organizzato al Cinema Lux per una serata informativa sulla questione dell’argine fluviale e del suo rafforzamento. Con il sindaco Giovanni Cavatorta hanno illustrato la questione i tecnici dell’Aipo Marco Laveglia, Luigi Petrella e Luigi Mille. Un’operazione di messsa in sicurezza molto attesa dalla popolazione locale che per questa ragione ha riempito la sala seguendo con attenzione le relazioni dei professionisti limitandosi ad intervenire soltanto verso la fine, anche con toni da parte di qualche cittadino molto sostenuti. Circa due milioni di euro l’investimento previsto per innalzare la sommità dell’argine, rimediare così all’erosione provocata dalle  piene del fiume e riaprire la strada che da San Matteo porta a Cizzolo. Della cifra 600mila euro saranno versati dalla Regione, altrettanti dalla Provincia (che non era rappresentata nell’incontro di lunedì) mentre il rimanente lo metterà direttamente l’Aipo stessa. Dopo l’illustrazione degli interventi previsti e la precisazione che per il momento il progetto non include il tratto di Cavallara in cui corrispondenza rimarrà quella che è stata definita “una finestra aperta”, almeno sino al reperimento di ulteriori risorse, la sala si è scaldata con interventi alquanto veementi. I cittadini hanno cominciato a sottolineare che questa prospettiva non lasciava tranquilla la gente delle frazioni per il rischio di nuove piene e conseguenti smottamenti mentre per qualcun altro andava messa da parte la competenza del Parco dell’Oglio riguardo la quantità della terra da prelevare per rafforzare l’argine. “Di alberi coltivati se ne possono mettere sin che si vuole, ma la nostra sicurezza è più importante”.

Si è arrivati poi alle minacce di non pagare più le tasse per protestare contro il ponte di Torre d’Oglio sempre chiuso, le condizioni delle strade ridotte a gruviera e per il continuo passaggio di mezzi a pieno cairico. “Le buche le riempio io e poi tutti assieme andremo a bloccare la strada”. Un altro cittadino invece ha lamentato la scarsa presenza della Polizia locale e la mancata emissione di sanzioni nei riguardi di questi bisonti della strada che massacrano letteralmente le vie di collegamento. I tecnici hanno cercato di ricordare che il progetto per il quale erano venuti a parlare riguardava uno specifico intervento sull’argine con nessun riferimento alle strade circostanti la cui competenza era di altri enti. Differenze e sottolineature che per il pubblico non avevano ragion d’essere perché sicurezza, viabilità e disagi subiti in tanti anni erano questioni da affrontare e risolvere nello stesso tempo e con medesima priorità.

Il capogruppo del Pd Nicola Federici ha ricordato che gli accordi per la messa in sicurezza dell’argine erano già stati sottoscritti dalla Amministrazione comunale precedente di cui egli faceva parte assieme al sindaco Giorgio Penazzi, esortando affinché il rischio di un eccessivo ribasso d’asta potesse pregiudicare l’esito finale dei lavori stessi. Ipotesi scartata dai tre ingegneri Aipo sulla basa di un progetto che teneva in considerazione tutti i parametri di sicurezza anche quelli di una futura pista ciclabile da realizzare in un successivo momento. Importante però, è stato ribadito, che il progetto venisse approvato entro l’anno in corso pena la perdita dei contributi. Alla fine il sindaco Cavatorta ha ringraziato i relatori per l’apporto tecnico e informativo riguardo un problema molto sentito dalla popolazione a cui ha chiesto di pazientare ancora un po’ di tempo prima di vedere la conclusione dei lavori.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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