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Slow Town fa scuola
a CosmoBike e
critica il Comune

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Nella foto, l’intervento di Matteo Dondé

VERONA/CASALMAGGIORE – Casalmaggiore fa scuola al CosmoBike, uno dei più importanti eventi internazionali, organizzati a Verona Fiere lo scorso weekend, legati alla mobilità sostenibile. Dopo i convegni tra venerdì e domenica, lunedì è toccato all’architetto Matteo Dondé, figura di spicco in materia, presentare nel dettaglio la sperimentazione di via Baldesio e della famosa Slow Town, o zona 30. Il CosmoBike era così organizzato: nel weekend l’apertura al pubblico con convegno di vario genere, come detto, lunedì invece un’apertura a studenti universitari che frequentano corsi di Architettura e Ingegneria, con la possibilità anche di richiedere crediti formativi. In entrambi gli appuntamenti, dinnanzi anche a professionisti arrivati da tutto il mondo, con un’alta percentuale di olandesi, originari della patria del cicloturismo, e americani, i casi definiti illuminanti e riportati all’attenzione della platea sono stati quelli di Terni e di Casalmaggiore, in via Baldesio appunto. Peraltro l’esperimento di zona 30 aveva già ricevuto, nella giornata di sabato, il plauso di Davide Lazzari, assessore alla Mobilità del comune di Pavia che, nella sua città, molto più grande e affollata di Casalmaggiore, ha di fatto provato a installare, in una via del centro, le stesse varianti viabilistiche – vasi di fiori e chicane in primis – che via Baldesio già ha conosciuto.

Va detto, e qui sta il pepe sulla vicenda, che non sono state risparmiate critiche, durante la tavola rotonda del sabato, all’amministrazione comunale di Casalmaggiore, colpevole di avere affossato, o comunque di non avere creduto fino in fondo, nel progetto. Davanti ad esponenti della Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) i toni sono stati abbastanza critici, sottolineando il controsenso di un esempio che fa scuola in Italia e all’estero, come ha dimostrato l’appuntamento veronese, ma evidentemente non è riuscito ad essere profeta in patria. Via Baldesio peraltro, come è stata concepita attualmente, con una sola chicane e pochissimo arredo urbano, è stato sottolineato e ripreso anche dal Comitato Slow Town, rischia infatti di essere una zona 30 inutile, dato che le auto hanno tutto il tempo di riprendere la marcia e accelerare, essendo pochi gli ostacoli piazzati a bordo carreggiata.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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