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Sanità, dai sindaci
Oglio Po la richiesta
per Ambito Distrettuale

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Nella foto l’ospedale Oglio Po

CASALMAGGIORE/BOZZOLO – Arriva dai dieci sindaci del distretto di Viadana e dai venti del distretto di Casalmaggiore, dunque di fatto all’intero comprensorio Oglio Po, una richiesta univoca al governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni per la riforma sulla Sanità che lo stesso Pirellone ha studiato nelle scorse settimane. Quello che i primi cittadini del territorio hanno ideato è una proposta differente rispetto alle precedenti, ritenuta probabilmente più fattibile e più semplice sia da calare nella realtà concreta del comprensorio che ruota attorno all’ospedale di Vicomoscano, sorto nel 1992, sia di conseguenza da fare accettare ai vertici regionali, che dovranno fare sintesi e decidere dove accontentare e dove invece respingere le istanze di un territorio diviso a livello provinciale ma da sempre omogeneo.

La riforma per il momento prevista “spacca” ancora una volta il territorio Oglio Po, mentre i due distretti di Casalmaggiore e Viadana non raggiungono, da soli, il numero di 80mila abitanti richiesti per potersi articolare in una unica Asst. Inoltre il rischio, con la nuova geografia ipotizzata, è di dover fare riferimento a ben tre soggetti, ossia la Ats Valdapana come territorio, e poi la Asst di Cremona per l’ospedale Oglio Po e la Asst di Mantova per l’ospedale di Bozzolo. Da qui la richiesta dei sindaci di unificare l’Oglio Po casalasco-viadanese, creando un Ambito Distrettuale territoriale di circa 85mila abitanti, senza per questo prevedere né una quarta Asst dell’Oglio Po (come era stato ipotizzato nella prima bozza di proposta e da alcuni soggetti politici) né un distretto vero e proprio, dato che le Asst corrispondono come numero proprio ai distretti. Da qui anche la volontà di evitare lo scorporo degli ospedali di Vicomoscano e Bozzolo dalle Asst di Cremona e Mantova, per non disperdere la razionalizzazione delle risorse. Di fatto quindi, senza cancellare il riferimento già presente per l’Oglio Po e per il Don Mazzolari e senza richiedere una nuova Asst, si chiede un’integrazione più profonda tra il territorio e i presidi ospedalieri. Un passaggio, quest’ultimo, reso possibile all’inserimento applicabile dalla Commissione Sanità di un comma all’interno del testo stesso della riforma, che preveda “particolari modelli gestionali, organizzativi ed aziendali che consentano un miglioramento della rete dell’offerta”. Proprio su questo passaggio formale si concentra la proposta dei sindaci.

In questo modo l’Ambito Distrettuale Oglio Po, comprendente i 20 comuni cremonesi e i 10 mantovani per una popolazione di circa 90-100mila abitanti, sarebbe di diretta competenza dell’Ats Valpadana, con la possibilità di stipulare convenzioni tra le due Asst di Cremona e Mantova per rilanciare l’Ambito Distrettuale così creato. In senso ancora più pratico e scendendo nel dettaglio, la richiesta di articoli in sette passi, o meglio sette punti da completare, ovvero: mantenere il presidio Oglio Po come ospedale di primo livello sede di Dea; ripristinare in Oglio Po i primariati di Pediatria e Ortopedia; coprire il primario di Chirurgia Generale sempre in Oglio Po; rilanciare il punto nascita (con 800 nati l’anno nell’intero distretto), inserito in rete con le Unità di Terapia Intensiva neonatale di Cremona e Mantova; istituire un PreSST; rilanciare Bozzolo come presidio Riabilitativo Specialistico sulla provincia di Mantova, tutelando altresì il reparto subacuti; attivare il Pot del presidio di Bozzolo per la provincia di Mantova.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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