Commenta

Feera dla Mota,
dal liutaio Premoli alle
altre eccellenze locali

liutaio-premoli_ev

Nella foto alcuni degli strumenti esposti da Premoli durante la Feera dla Mota

MOTTA BALUFFI – Un tuffo nel passato e una grande occasione per una piccola comunità come quella di Motta Baluffi, per scoprire i tempi che furono e, restando al presente, per osservare da vicino anche le eccellenze artistiche di questo comune. Franco Premoli, 90enne liutaio del posto, su tutti. Un vero maestro, come racconta lui stesso e come in particolare raccontano i suoi strumenti, violini e chitarre in particolare, realizzati rigorosamente a mano e seguendo la tradizione tipica cremonese. Anche senza legame stretti. “E’ un mestiere dove si creano piccole e grandi gelosie – ha ammesso lo stesso Premoli – e così mi è spesso capitato che, quando ho mostrato un mio violino a qualche maestro cremonese, questi subito storcesse il naso. Io comunque sono sempre rimasto abbastanza indipendente”.

Un’arte, quella di Premoli, che lo stesso liutaio ha tramandato e tuttora cerca di trasmettere ai giovanissimi allievi che amano la musica e la sua creazione. “In passato molti ragazzi hanno seguito qualche lezione dal sottoscritto e soprattutto è accaduto spesso che mi venissero richiesti, da conservatori e scuole, strumenti come fascette o similari legati al suono del violino. Ho costruito anche attrezzi per altri liutai e poi, tramite il passa parola, altri giovani sono venuti da me per chiedere informazioni, anche quando sono andato in pensione. Perché un liutaio non smette mai di essere tale”.

Non solo Premoli comunque: la Feera dal Mota, organizzata lo scorso weekend a Motta Baluffi, è stata anche lo scenario per il passaggio delle auto d’epoca di Campagne e Cascine, tradizionale corsa organizzata dalla Canottieri Baldesio di Cremona, oltre all’occasione per esporre altre opere d’arte di artisti locali: su tutti i disegni naturalistici di Elisa Aporti e la mostra “I percorsi” di Marta Canova. Una esposizione organizzata in sala consiliare a Motta che ha raccolto anche le sculture in terracotta della scuola Gerevini, con la supervisione del Centro Studi Laboratorio del Cotto.

Non mancava peraltro la parte dedicata ai paramenti sacri, che ha svelato anche un particolare strumento in legno, la gramula, usata in cucina e nel tessile, ma durante il Giovedì e il Venerdì Santo, con le campane legate, anche per richiamare i fedeli verso le funzioni religiose. E hanno fatto bella mostra di sé – senza scordare l’aspetto gastronomico curato da I Corvi di Solarolo Monasterolo e poi dalla Locanda Motta – pure i mercatini nella zona della palestra comunale, così come trattori e macchine d’epoca, che come spesso accade in questi casi e con queste vetrine, hanno attirato i nostalgici del passato, ma anche le nuove generazioni, rappresentate peraltro dal giovane vicesindaco Simone Agazzi. Un modo per confermare anche il legame con la vita campestre e agreste in particolare, che a Motta Baluffi, come in tutto il territorio Casalasco, trova tradizione e forza, offrendo in cambio sostentamento economico. Un modo insomma per avvinghiarsi alle radici, una volta di più.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

© Riproduzione riservata
Commenti