Cronaca

Maggiordomo aziendale
in attesa del
contributo regionale

Nella foto, da sinistra: Filipazzi, Cavalli, Piccinini, Valentini e Minotti

CASALMAGGIORE – Un maggiordomo aziendale che possa adempiere alle esigenze di donne e madri impegnate a lavorare, un servizio puntuale di trasporto dei giovani verso i centri sportivi: sono le due azioni previste dal progetto “Tempo permettendo”, che ha nel comune di Casalmaggiore l’ente capofila e in quello di Viadana il partner comprensoriale. Un’idea candidata al bando regionale “Progettare la Parità in Lombardia – anno 2015”, che entro il prossimo novembre deciderà quale iniziativa premiare. Circa 30mila euro l’ammontare del progetto, 15mila il contributo richiesto a Regione Lombardia: “La realizzazione è vincolata dall’assegnazione dei fondi”, precisa l’assessore alle Pari Opportunità del Comune maggiorino, Sara Valentini, affiancata dalla collega viadanese Alessia Minotti e dall’assessore allo Sport della municipalità mantovana Massimo Piccinini. “Tempo permettendo” è stato presentato sabato mattina in sala Giunta a Casalmaggiore, alla presenza anche della responsabile dell’ufficio bandi sovracomunale di Reindustria Lara Cavalli. “Il nostro Comune – ha spiegato Valentini – è da tempo sensibile alle tematiche della conciliazione dei tempi di vita e dei tempi di lavoro, ecco perché ha deciso di candidare anche quest’anno una propria progettualità nell’ambito dell’iniziativa regionale ‘Progettare la Parità in Lombardia – anno 2015’ “. “Abbiamo ritenuto strategico – ha proseguito Valentini – al fine di creare sinergie tra gli enti e dare massima diffusione della cultura delle Pari Opportunità sul nostro territorio coinvolgere nella progettualità più soggetti partners operanti nel comprensorio”. La progettualità, candidata venerdì scorso a Regione Lombardia, è stata pensata per fornire un aiuto tangibile non solo alle donne, “ma a tutte le famiglie al cui interno ci siano figli piccoli o anziani da accudire, ed i cui componenti siano impegnati con il lavoro”.  Tra i filoni di azione proposti da Regione Lombardia attraverso il Bando Progettare la Parità in Lombardia, “si è scelto di intervenire con azioni concrete legate ad una tematica molto attuale nella nostra realtà quale la conciliazione tempi di vita e tempi di lavoro”. “Partendo da un’analisi iniziale dei reali fabbisogni di conciliazione vita familiare/vita professionale e benessere dei contesti lavorativi, mediante la somministrazione di questionari mirati ai dipendenti di due grandi aziende del territorio casalasco-viadanese che vedono impiegate essenzialmente donne, si sono stilate le due azioni progettuali”.

La prima: commesso on demand: “Nella nostra società il tempo è ormai diventato un bene prezioso, assorbiti da mille impegni, diventa difficile far fronte anche alle incombenze più semplici come fare la fila per andare all’Ufficio Postale a pagare una bolletta, passare dalla lavanderia, andare a ritirare referti medici ecc. Ecco quindi che si è pensato di proporre la creazione della figura del “maggiordomo aziendale” ovvero di qualcuno che si sostituisca a noi nello svolgimento di nostre semplici commissioni. Il maggiordomo aziendale può quindi diventare uno strumento che fornirà un valido supporto alle donne che lavorano che in tal modo possono recuperare più tempo da dedicare alla propria famiglia e a se stesse. Attraverso l’intercettazione di queste risorse, si intende quindi dare una risposta concreta alle criticità che ogni giorno le famiglie incontrano, in particolare le donne che lavorano, costrette spesso a sottrarre tempo prezioso ai figli agli anziani che accudiscono a causa di tutta una serie di attività. Si auspica che con l’introduzione del servizio di maggiordomo aziendale le donne che lavorano possano trarre notevoli benefici nel disbrigo delle loro mansioni, con una particolare attenzione al rispetto della privacy di ognuna. L’azione maggiordomo aziendale troverà attuazione in due grandi aziende del territorio Casalasco – Viadanese che hanno colto l’importanza e la valenza dell’azione per le proprie dipendenti, ma anche per i propri lavoratori, sottoscrivendo specifico accordo di partenariato con il Comune di Casalmaggiore e tutti gli altri soggetti componenti la Rete”.

La seconda azione “è pensata e studiata in particolare per le famiglie con figli dai 6 ai 14 anni che praticano attività sportive extrascolastiche. Al fine di facilitare ed incentivare l’attività sportiva da parte dei minori, che devono essere accompagnati ai corsi che spesso di svolgono in concomitanza all’orario di lavoro dei genitori, viene data la possibilità di fruire di un servizio di trasporto di gruppo, direttamente all’uscita della scuola e/o in punti di ritrovo del centro cittadino, con accompagnamento dei ragazzi al centro sportivo. Sono state coinvolte Associazioni Sportive operanti, da anni, sul territorio che hanno aderito con interesse alla progettualità proposta, rendendosi disponibili a creare una rete territoriale di trasporto che sarà gestita dal Comune di Casalmaggiore, mediante affidamento ad un soggetto terzo in possesso delle necessarie abilitazioni professionali per tale tipologia di trasporto individuato mediante affidamento di servizio”.

“Il valore del progetto – ha concluso Sara Valentini – non è dato dall’erogazioni di prestazioni, ma dalla rete che si è costruita per analizzare il bisogno di conciliazione e trovare delle risposte adeguate alle esigenze locali. L’insieme di interlocutori pubblici, privati e del privato sociale rappresenta un network importante in cui si sono raccolte competenze, professionalità e disponibilità a lavorare insieme”.

Simone Arrighi

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