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Distrutta la lapide
di Nassiriya, la rabbia
del viadanese Merlino

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Nella foto la lapide di Nassiriya distrutta e Fabio Merlino

ROMA/VIADANA – Ha scosso particolarmente l’opinione pubblica nazionale, ma ha avuto anche risvolti locali, il grave episodio di inciviltà perpetrato ai danni della lapide che, a Roma, ricorda i Caduti di Nassiriya, ossia i 19 militari italiani che, in missione in Iraq, morirono in un attentato il 12 novembre 2003.

La lastra di travertino romano con iscrizione dei 19 nomi dei Caduti è stata colpita e spaccata nella sua sommità: si trova dal 30 marzo 2008, quando fu inaugurata, all’interno del Parco Schuster nella Capitale, vicino alla cosiddetta “Foresta d’acciaio”, monumento realizzato dallo scultore Giuseppe Spagnulo. Come detto, l’indignazione è arrivata anche a Viadana, dove vive il figlio di Filippo Merlino, uno dei 19 militari morti nell’attentato, ossia Fabio Merlino, che ha voluto commentare con rammarico e rabbia l’episodio dal proprio profilo Facebook: “Questa è l’Italia ignorante, che non apprezza il sacrificio di chi è morto ahimè anche per la loro libertà e sicurezza – scrive Merlino – . Bravi, potete aver deturpato il monumento di Roma dedicato ai caduti di Nassiriya, ma per me che ho perso mio padre rimanete degli ignoranti senza valori. Mi dispiace che il nostro inno vi nomini miei fratelli. Non meritate di essere considerati italiani”. Un post, accompagnato dalle fotografie della lapide distrutta, che ha subito raccolto l’apprezzamento e in particolare la solidarietà di molti amici di Fabio, viadanesi e non solo, per una notizia la cui eco esce ovviamente dagli orizzonti comprensoriali.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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