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Incontro a Rivarolo
Mantovano. Profughi
anche a Marcaria

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RIVAROLO MANTOVANO – E così anche Marcaria avrà il suo numero di profughi. Si sta sbriciolando la resistenza di quei Comuni che, influenzati dalle impostazioni leghiste, si sono sottratti  sinora alla  quota di migranti che la Regione Lombardia ha assegnato alla provincia di Mantova. Per il viceprefetto Angelo Araldi che durante l’assemblea di Rivarolo Mantovano ha dato l’annuncio riguardo  Marcaria  prossima sede di accoglienza, non si tratta di resistenza né di privilegi. La distribuzione, nella misura del 4% sul totale degli arrivi,  deve essere spalmata in tutti i Comuni del territorio e dove sinora non c’è stata è a causa dell’assenza di Cooperative che non hanno potuto garantire non solo vitto e alloggio ma anche  tutte le altre questioni come l’apprendimento della lingua e della cultura, dietro il corrispettivo di 35 euro al giorno. “Questa è una marea che non sappiamo a quale livello potrà arrivare. Un’emergenza  che nella mia lunga carriera non ho mai conosciuto  e nei confronti della quale dobbiamo tutti rimboccarci le maniche collaborando insieme  senza sottrarci per nessun motivo”. Il viceprefetto ha voluto anche convincere i cittadini scontenti che hanno gremito la sala polivalente del Comune di Rivarolo Mantovano, che il sindaco Massimiliano Galli non aveva alcuna responsabilità nella scelta dell’ex Furore come centro per l’accoglienza di una ventina di profughi  ricordando che appunto le decisioni toccavano esclusivamente alle Prefetture sollecitate da Regioni e governo. Evidente quindi che ogni polemica e malcontento doveva essere indirizzata a chi da Roma non era ancora riuscito a convincere l’Europa che una tale emergenza non poteva ricadere solo sull’Italia in quanto circondata da coste raggiungibili con i barconi. “Mentre arrivavamo qua in auto – ha rivelato Araldi – ci hanno telefonato per dirci che domattina arriveranno altri 5 profughi che per il momento andranno in tenda. Attualmente nel mantovano ne abbiamo 712 a cui aggiungere questi 5 più una settantina che ci sono già stati assegnati”. Dopo l’illustrazione delle tecniche da parte della funzionaria della Prefettura Lucia Papaleo e da Ughetta Gaiozzi responsabile della Cooperativa Olinda su come vengono effettuate le verifiche sul reale diritto di ricevere protezione internazionale oppure destinati all’espulsione, e sui compiti delle cooperative, nel salone sono cominciate a raffica le contestazioni  con l’esposizione da parte di ciascun cittadino delle  classiche lamentele comprendenti il timore di un aumento della criminalità, il diritto calpestato verso gli italiani di avere la precedenza nel ricevere aiuti  sino alle accuse per gli smartphone che questi stranieri esibiscono con sfrontatezza intollerabile. Araldi con grande pacatezza e competenza ha rintuzzato gli attacchi facendo capire alla gente, a cui ha dichiarato la sua vicinanza e comprensione essendo originario di queste parti, che la questione sarebbe stata ancor più difficile  da affrontare senza la collaborazione e la disponibilità di tutta la collettività. “Finora abbiamo 30 comuni su 69 in provincia che hanno compreso la gravità della situazione e lentamente speriamo che anche gli altri si adeguino”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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