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“Naturale artificiale
coltivato” in mostra
a Casalmaggiore

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CASALMAGGIORE – Da cacciatori ad agricoltori. Questa sostanziale metamorfosi, che ha coinvolto diecimila anni fa piccoli gruppi di popolazione nomade in varie parti del pianeta, ha permesso di inventare quella pratica indispensabile per la sopravvivenza umana che è l’agricoltura. Un cambiamento evidentemente epocale che ha generato ulteriori trasformazioni. Di questo si è parlato sabato mattina presso l’Oratorio Maffei di Casalmaggiore in una conferenza organizzata dall’associazione Famiglie di Santo Stefano diretta dalla presidente Giovanna Gardinazzi. L’incontro aveva come scopo quello di presentare un evento molto importante che verrà allestito nella Chiesa di Santa Chiara dal 1 al 4 novembre, quindi in pieno periodo fieristico. E poi ancora il 7 e l’8 novembre. Si tratta di un’esposizione che mostrerà gli sviluppi relativi alla domesticazione e alla coltivazione delle varie specie che da uno stato selvatico col tempo hanno assunto un aspetto differente. Passando in questo modo da naturali o artificiali a piante coltivate sino a raggiungere l’obiettivo finale che è quello della nutrizione umana. Una storia millenaria che oggi affronta nuove sfide tenendo sempre presente il rapporto e il reciproco rispetto tra uomo e ambiente.

La mostra è allestita per interessamento di Carlo Soave che è un eminente ricercatore del CNRS presso il Centro di ricerche sulle Macromolecole di Strasburgo. L’illustre personaggio sarà presente, assieme a Giancarlo Belluzzi (funzionario del Ministero della Salute) a Casalmaggiore giovedì 29 ottobre presso l’Auditorium “San Giovanni Paolo ll” in piazza Marini in occasione della presentazione, alle ore 21, della mostra intitolata “Naturale artificiale coltivato”. Alla conferenza di sabato mattina erano presenti anche il parroco don Cesare Nisoli e il vicepresidente di Padania Acque Stefano Busi. Questo perché l’acqua ha avuto un ruolo estremamente importante per la crescita delle piante coltivate e sempre più ne avrà considerato anche l’aumento del fabbisogno generato dal fenomeno dell’immigrazione nel nostro Paese. Con la prospettiva non certo incoraggiante di una possibile carenza idrica in futuro che deve sensibilizzare oggi le persone ad un consumo razionale evitando lo spreco di un bene così indispensabile e insostituibile per l’umanità.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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