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Stazione, dopo
il monitoraggio si
chiede Tibre ferroviario

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Nella foto un momento del monitoraggio

CASALMAGGIORE – Gli utenti passati dalla stazione ferroviaria di Casalmaggiore, alla fine del monitoraggio iniziato all’alba di lunedì, col primo treno transitato sulla Brescia-Parma alle ore 5.43, e terminato con il buio, poco dopo le 22.15 con l’ultimo convoglio, sono stati 568, di cui 297 saliti e 271 scesi dai binari casalesi. Un numero rilevato da 34 volontari di differenti forze politiche, che si sono ritrovate per fare il punto nella mattinata di martedì, svelando numero che già erano emersi nella tarda serata di lunedì ma soprattutto evidenziando come la stazione di Casalmaggiore debba tornare ad essere presidiata e possibilmente potenziata da Rete Ferroviaria Italiana.

Tutto il contrario di quanto avvenuto finora, se è vero che Rfi ha smantellato via via il bar, poi i termosifoni dalla sala d’aspetto e soprattutto ha tolto il personale ferroviario dagli uffici appositi, perché Casalmaggiore non arriverebbe a 500 utenti, numero minimo necessario per investimenti sulla linea. In realtà i 568 utenti ai quali il Movimento 5 Stelle, Casalmaggiore la Nostra Casa, il Listone, Rive Gauche, Casalmaggiore per la Libertà, Forza Italia e pure alcuni esponenti della maggioranza consiliare casalese hanno consegnato il questionario sullo stato di salute della stazione ferroviaria, dimostrano che il traffico è vivo e vivace, anche perché bisogna tenere conto che il lunedì, giorno del monitoraggio, non è neppure di punta, come risultano essere invece martedì e giovedì.

L’altra novità emersa, tuttavia, è quasi più interessante ed è soprattutto a lungo termine: mentre infatti dalle varie forze politiche è emersa un’unità di intenti che vuole ora spingere la maggioranza di Casalmaggiore a tirare per la giacca, se necessario, anche i riferimenti regionali, pure di segno partitico vicino alla Lega Nord e al centro-destra rappresentato dal sindaco Filippo Bongiovanni, l’altra richiesta potrebbe concretizzarsi nel prossimo consiglio comunale. Verrà infatti richiesto di inserire all’ordine del giorno un punto legato al Tibre ferroviario. L’intenzione, infatti, è di fare in modo che Casalmaggiore, punto nevralgico della linea Parma-Brescia, non venga esclusa dal tragitto di questa infrastruttura, da più parti, e in particolare dagli ambientalisti, caldeggiata come vera e più proficua alternativa al Tibre autostradale. Un passaggio in più, legato indirettamente al degrado della stazione casalese che, qualora fosse inserita in un progetto di così ampio respiro, potrebbe trarne indubbio giovamento anche nella manutenzione ordinaria.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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