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Silenzio assordante sul futuro
del Gal Oglio Po. Tanti gli interrogativi

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RIVAROLO MANTOVANO – Se si dovesse fare affidamento all’antico detto “chi tace acconsente”  verrebbe da pensare che il pubblico abbia compreso e approvato la presentazione delle linee guida per lo sviluppo dei territori rurali illustrate venerdì sera nella sala Polivalente di Rivarolo Mantovano. Ascoltando invece i commenti a fine serata l’impressione è stata diverse. Solo “Mimma” nota bioagricoltrice viadanese ha fatto un breve intervento per denunciare un territorio depredato chiedendo maggior attenzione sugli impianti di biogas.

Con l’aggiunta di Luigi Gardini per il quale occorre instaurare una collaborazione comune per un progetto di non facile realizzazione. Per il resto silenzio assoluto anche da parte di Giuseppe Torchio presidente di quel “Gal Oglio Po” che adesso si vuole cancellare. Torchio è rimasto muto seduto in fondo alla sala, nonostante i messaggini che col cellulare Alessandro Pastacci gli inviava dal tavolo dei relatori sollecitandolo ad intervenire.

“Io ho già parlato nell’incontro di stamattina (ieri per chi legge) e comunque anche noi organizzeremo un incontro istituzionale coinvolgendo più persone” ha risposto Torchio al presidente della Provincia mantovana in margine dell’assemblea. E’ inevitabile comunque notare come per ogni cambiamento, qualsiasi scelta venga sempre decisa dai politici senza alcun coinvolgimento della gente. Gente che si chiede quali possano essere le ragioni di una trasformazione del genere, sciogliendo un Gal come quello fondato nel 2002 a Calvatone che in questi ultimi cinque anni ha distribuito sul territorio decine di milioni di euro, cambiando da subito il nome in “Terre del Po”, per allargarne la partecipazione ad altri Comuni in riva a destra e a sinistra del grande fiume come alcuni amministratori soprattutto di area leghista stanno tenacemente cercando di fare. Obbedendo forse ad una linea programmatica regionale che intende ridurre i Gruppi di azione locale a dieci, undici al posto degli attuali sedici.

Per il resto sono medesime le intenzioni e i progetti che riguardano aspetti entrati da tempo negli obiettivi per lo sviluppo dei territori rurali. Privilegiando la sostenibilità ambientale, sfruttando le piste ciclabili, puntando al miglioramento delle condizioni esistenziali della popolazione, valorizzando le peculiarità locali e sostenendo gli operatori economici, le Associazioni e le Agenzie di promozioni del territorio grazie a risorse economiche ragguardevoli messe in campo da Regione Lombardia.

Progetti già attuati anche in passato con la preesistente conformazione del Gal Oglio Po  da cui sono usciti interventi e finanziamenti di grande importanza e rilievo.Suggestiva la relazione presentata dall’ordinario di sociologia dell’Ambiente e del Territorio dell’Università di Bologna Giovanni Pieretti il quale ha reso più fruibili le nozioni accademiche con un linguaggio semplice e simpatico utilizzando la proiezione di slide che ha accompagnato con battute accattivanti.

“Siamo seduti su un capitale e dobbiamo sfruttarlo” ha sottolineato il docente per rimarcare la potenzialità di risorse del territorio. Pastacci, per il Gal Oltrepò mantovano, ha invece rimarcato la necessità che i territori non debbano restare chiusi nei loro confini per ottenere risposte positive con l’obiettivo finale di portare a casa risorse importanti per l’intero territorio. Espressioni condivise anche dal sindaco di Sustinente Paolo Calzolari e dal moderatore Sarasini sindaco di Commessaggio seduto accanto a Massimiliano Galli sindaco di Rivarolo. Tanti gli amministratori dei Comuni della zona presenti, nessuno dei quali ha preso la parola. A parte Pino Baruffaldi primo cittadino di Pomponesco che parlando coi giornalisti ha citato la situazione catastrofica della Cooperativa di Bellaguarda quale esempio di pessimo sostegno al territorio.

RosPis

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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