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Ghost Bike per sicurezza
delle strade e nel ricordo
di Annamaria Benasi

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Nella foto una Ghost Bike

CASALMAGGIORE – Due biciclette bianche, già ribattezzate Ghost Bike: due simboli e un modo per ricordare le vittime della strada, in particolare gli utenti deboli che non hanno trovato scampo in incidenti stradali lungo le strade del Casalasco. La data in cui verranno esposte non è casuale, perché il 3 dicembre, giovedì prossimo, ricorre anche il primo anniversario della morte di Annamaria Benasi, uccisa mentre usciva dal supermercato Famila di Casalmaggiore lungo l’Asolana.

Come il Comitato Slow Town, promotore dell’iniziativa, ha avuto modo di spiegare sul proprio blog, giovedì 3 dicembre alle ore 11, in via Guerrazzi e davanti al parcheggio del supermercato Famila, sulla ciclabile posta dall’altra parte della strada (di fatto vicino al punto dove morì Annamaria), verranno piazzate due bici bianche. “Un modo per ricordare le vittime della strada ma ancor di più un modo per spingere la politica a fare, e fare presto per una situazione divenuta oramai intollerabile. Un gesto simbolico, ma pieno di significato” precisano gli esponenti dello stesso Comitato.

“Casalmaggiore, comune che supera ormai le 15 mila anime, non ha un PUM (Piano Urbano Mobilità) attualizzato, non ha un PUT (Piano Urbano del Traffico) aggiornato (l’ultima revisione è di dieci anni fa) e neppure un piano per la mobilità scolastica che tenga conto dell’utenza debole che ogni giorno si muove sulle strade cittadine, nonostante un piano per la mobilità scolastica sia depositato in comune ormai da tempo e senza alcuna risposta” spiega Slow Town sul proprio blog, aggiungendo anche che “Casalmaggiore ha pure ciclabili non a norma con il Codice della Strada e numerose altre criticità che interessano ciclisti, pedoni, l’utenza debole. Per questo ormai da tempo, ed in rotta con i tempi elefantiaci della politica, si chiede all’amministrazione di far presto e soprattutto di fare”.

Va detto che le manifestazioni di ghost bike nascono nei paesi anglosassoni per ricordare le vittime della strada. In questo caso al ricordo si unisce una richiesta, “peraltro portata avanti ormai da tempo tra accuse varie e rifiuti di incontri che sottolineano una debolezza della politica nel mettere mano ai problemi – si legge nel blog – . La ghost bike cittadina vuole essere l’ennesimo richiamo alla politica. Un richiamo al fare, verbo passato per troppe volte sotto l’uscio. Investito sulle strade polverose della politica e della sua lentezza”.

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