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Carvani Minetti
record dell’ora con
l’aiuto di Devicenzi

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Nella foto Carvani Minetti e Devicenzi

MARTIGNANA DI PO/MONTICHIARI – Tante imprese da sportivo, in prima persona. E la prima grande chance, subito centrata, anche dietro le quinte, o meglio al fianco dell’atleta: Andrea Devicenzi non smette di essere un vincente anche da mental coach e, dopo un’amicizia nata tre anni fa nel mondo del Paratriathlon, in una delle tante tappe italiane di questa disciplina, ha scortato Alessandro Carvani Minetti verso il record dell’ora, a livello mondiale, nella categoria C3. Un centro perfetto conquistato sabato scorso a Montichiari.

“Alessandro ha un problema che non gli consente di utilizzare le braccia – racconta Andrea – e di fatto nessuno nelle sue condizioni aveva mai tentato il record dell’ora. Facile fare il miglior tempo essendo i primi in assoluto, penserete voi, ma posso garantirvi che compiere 148 giri del circuito da 250 metri l’uno non è semplice e sono convinto che tale distanza resterà imbattuta per un bel po’ di tempo. La vera forza di Alessandro, peraltro, è stata mettersi alla prova nonostante una disabilità fisica che non gli consentiva di girare il manubrio della bicicletta, se non usando il busto per l’equilibrio e tenendo teso il braccio sinistro con una tecnica particolarissima. Una vera impresa, la sua, perché non ha scelto di pedalare su una cyclette, bensì in un velodromo vero e proprio, dove gareggiano grandi campioni normodotati a livello internazionale”.

Un sabato speciale con Andrea a guidare (“ma è meglio dire supportare” precisa il martignanese) l’atleta di Pavia, allenato da Paolo Marchetti, e con il pomeriggio condotto da Fabio Tavelli, giornalista di Sky Sport. “Spesso sento dire che il mental coaching è una disciplina poco utile o di facciata – spiega Devicenzi – e invece parlando proprio con Alessandro, sia nel pre-gara che alla fine del suo impegno agonistico, ho avuto da lui riscontri molto positivi: mi ha spiegato che determinate tecniche psicologiche che cercano di spingere la mente, prima del fisico, al massimo, sono state probabilmente decisive per la riuscita dell’impresa. Per carità, io non mi prendo meriti, perché il vero miracolo sportivo lo ha fatto Alessandro e la vetrina è tutta per lui, ma mi ha fatto molto piacere notare questa simbiosi che si è creata tra di noi”.

La riprova che Andrea sa trionfare anche quando su quei pedali c’è qualcun altro…

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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