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“Io sto con la sposa”:
con Mia per non
dimenticare i più deboli

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Nella foto, la locandina dell’evento

CASALMAGGIORE – L’associazione MIA in collaborazione con Acli Casalmaggiore, Amici di Emmaus Piadena, Amnesty, Amurt, Associazione Persona Ambiente, Circolo Arci Bassa di Gussola, Cooperativa Nonsolonoi, Coordinamento Popoli in Dialogo, Immigrati Cittadini, Tenda di Cristo di Rivarolo del Re, promuove in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Uomo un’iniziativa volta a non dimenticare i più deboli, le vittime del mare e i milioni di rifugiati in cerca di pace e ospitalità. L’iniziativa prevede la proiezione del film – documentario ‘Io sto con la sposa’ presso l’Auditorium Santa Croce di Casalmaggiore in due diversi momenti: la mattina alle ore 9.30 per gli studenti del Polo Romani di Casalmaggiore e la sera ore 20.45 per la cittadinanza. “L’idea di questo progetto – spiegano da Mia – nasce dal desiderio di molti soggetti del volontariato locale di diffondere come comunità casalasca un messaggio di pace, solidarietà e accoglienza nei confronti delle persone che vivono drammi ed emergenze umanitarie, ponendo al centro il valore della persona nella sua accezione più ampia: cattolica e laica insieme.  Immigrato, emigrato, migrante, straniero, extra comunitario, rifugiato, negro, diverso sono parole che sentiamo pronunciare troppo spesso come avessero lo stesso significato o non ne avessero alcuno. Vogliamo dire che il primo sforzo da fare per noi tutti è comprendere che queste parole delineano condizioni giuridiche e sociali nettamente diverse tra loro ma soprattutto rimandano a persone, storie, famiglie, vite dal valore unico e irripetibile che non dovrebbero mai essere oggetto di strumentalizzazione ma nemmeno di indifferenza”.

“Siamo stanchi di sentire associare il fenomeno dell’immigrazione e l’emergenza rifugiati a parole come criminalità e terrorismo – precisano da Mia -. Spostarsi è un diritto così come scappare per salvaguardare la propria vita e quella dei propri figli. Rifugiato non è colui che infrange le regole, colui che dobbiamo temere, ma un uomo o una donna al quale lo Stato riconosce uno “status” particolare di protezione in virtù della condizione di incolumità in cui versa nel proprio paese di origine: quell’aiuto che rappresenta una seconda opportunità di vita e di felicità.  Casalmaggiore è sempre stata una comunità accogliente e sensibile ai temi della solidarietà e dell’accoglienza in ambito sia religioso che municipale. Vorremmo che questa iniziativa risvegliasse gli animi dei nostri amministratori, della cittadinanza tutta, comprese le diverse Comunità Immigrate presenti nel territorio in quanto parte integrante del nostro tessuto. Ora più che mai dobbiamo trovare la forza e l’intelligenza di parlare delle nostre paure, pregiudizi, vuoti di conoscenza per creare coesione sociale e superare quelle barriere che a lungo andare ci porteranno solo alla costruzione di muri e all’indifferenza. Il film racconta, attraverso la rappresentazione di una storia vera, chi sono queste persone, cosa li spinge, cosa pensano, come si muovono e come, a volte, disubbidire a regole ingiuste sia l’unica strada possibile per vivere”.

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