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Un po’ di Casalmaggiore
in mostra a Belgrado
col Museo del Bijou

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BELGRADO/CASALMAGGIORE – C’è un filo sottile che lega Belgrado a Casalmaggiore: la capitale della Serbia ospita una affascinante mostra, curata dalla storica del gioiello Bianca Cappello: “Indossare la bellezza. La grande bigiotteria italiana”, una selezione inedita di bijoux italiani dalla fine dell’Ottocento ai primi anni del Duemila, provenienti da prestigiose collezioni private, archivi e musei aziendali, enti pubblici. Tra questi, anche il Museo del Bijou di Casalmaggiore che, su autorizzazione del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha prestato 9 pezzi della propria collezione perchè possano essere ammirati dal pubblico dell’Istituto Italiano di Cultura di Belgrado fino al 2 febbraio 2016.

“Con questa mostra – spiega Davide Scalmani, direttore dell’istituto italiano di cultura di Belgrado – grazie all’attenta curatela di Bianca Cappello che ha selezionato circa cento bijoux che vanno dalla fine dell’Ottocento al nuovo Millennio, caratterizzati dal forte valore iconico e narrativo, l’Istituto vuole raccontare la storia italiana di un’attività produttiva che affonda le sue radici nel terreno della formazione del gusto collettivo, delle tradizioni regionali, delle abilità artigianali. Un campo nel quale la ricerca estetica non appare per nulla ingenua. Oggetti e materiali mirabilmente utilizzati, forme originali, colori scelti con cura, giochi di luci e rifrazioni: nella bigiotteria si sono esercitati l’ingegno e il gusto di molti talenti, celebri e anonimi e con essa si è creato un linguaggio di inesauribile espressività e arguzia. Esibito in quanto falso gioiello, il bijou appare più significativo e più vero nella sua bellezza proprio perché crea il suo valore attraverso la seduzione irresistibile e inconsapevole del pubblico. Oggi chi indossa un bijou ricerca una bellezza distintiva, comunicativa, liberata dal peso dei valori convenzionali. A questo grande gioco di società, ieri come oggi, la creatività italiana ha dato un contributo unico. I visitatori della mostra hanno l’opportunità di conoscerlo a partire dai pezzi storici, di seguirne sviluppo e variazioni nei decenni attraverso i riferimenti alla storia dell’arte. E’ il segreto del successo planetario della moda italiana, degli stilisti e dei marchi italiani, concentrato in un piccolo accessorio superfluo, capace di parlare da solo e di meravigliare tutti. Come farne a meno?”.

“Mentre il gioiello parla a determinate élite sociali ed è simbolo di status e di potere – precisa Bianca Cappello, storica e critica – la bigiotteria, sia quella di imitazione che fantasia, esprime il gusto di una collettività mappandone orizzontalmente le varie espressioni culturali. Parlare di bigiotteria italiana significa raccontare la storia delle abitudini e dei costumi di un popolo che, costituitosi in tempi abbastanza recenti in unità nazionale, si è costantemente adoperato per evolvere la moltitudine di caratteristiche estetiche e formali delle tradizioni locali che lo compongono per creare un codice condiviso e identificativo sotto l’egida della Bellezza”.

Di seguito ecco i bijou in mostra:
Angela Caputi – Giuggiù, Armani, Artigiana Fiorentina Bigiotteria, Bijoux Bozart, Bijoux Cascio, Clotilde Silva, Corbella, Ugo Correani, Coppola e Toppo, De Liguoro, Ferenaz, Gattinoni, Fendi, Giuliano Fratti, Lo.Sa, Luciana de Reutern, Ken Scott, Mazzucco Romano, Ercole Moretti, Moschino, Museo del Bijou di Casalmaggiore, Ornella Bijoux, Ottavio Re, Sharra Pagano, Pellini Bijoux, Sorelle Sent, Fratelli Traversari, Unger, Carlo Zini.

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