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Mensa, Fondo di
Solidarietà: “Concreti
contro le polemiche”

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Nella foto Valentini e Bongiovanni

CASALMAGGIORE – Un’idea contro la crisi, un regalo di Natale che all’atto pratico ricerca prima di tutto la risoluzione di una polemica di qualche mese fa. Parliamo in particolare del caso mensa, che mise Casalmaggiore al centro di discussioni politiche molto accese: la notizia principale è che è stato attivato, dopo la delibera di giunta dello scorso 17 dicembre, il fondo di solidarietà pensato appositamente per la mensa scolastica. Un fondo da 8mila euro, di cui 1500 euro donati dall’Associazione Persona Ambiente di Casalmaggiore, 2500 euro da Amurt e 4mila euro dal comune di Casalmaggiore (grazie ad un risparmio ottenuto sul progetto La Rete per il diritto alla scuola). Il fondo però potrà anche essere incrementato da cittadini e privati, dato che il comune ha reso noto un Iban, collegato a un conto corrente della Tesoreria comunale, che potete leggere di seguito: IT 48 U 05034 56746 000 000 214636. E’ importante, come è stato specificato, indicare come causale “Fondo di solidarietà mensa Casalmaggiore”.

“Le polemiche di qualche mese fa erano sterili – ha spiegato il sindaco Filippo Bongiovanni assieme all’assessore all’Istruzione Sara Valentini in sala giunta mercoledì pomeriggio – perché nessun bambino è stato lasciato a casa dato che i genitori non pagavano il servizio”. I sindacati, spiegando di avere ricevuto segnalazioni per le quali era doveroso controllare, hanno convenuto con il primo cittadino spiegando che rimarranno vigili in nome di collaborazione e trasparenza. Il sindaco ha parlato di “lavoro molto prezioso da parte dei sindacati in un momento di polemica che potenzialmente poteva non aiutare. La copertura economica del servizio, va detto, è nel frattempo migliorata”. Nel dettaglio per il servizio mensa, fino a 4mila euro annui di Isee resta l’esenzione, fino a 7500 euro sono previste agevolazioni ma nelle varie situazioni intermedie è possibile chiedere di accedere al fondo di solidarietà appena istituito nel caso in cui l’Isee corrente sia inferiore a quello dichiarato a causa, ad esempio, di perdita del lavoro o comunque di una riduzione del reddito in famiglia.

Tre i dettagli da tenere presenti alla compilazione della domanda: è necessario presentare la certificazione in allegato, è necessario avere un Isee corrente comunque inferiore a 15mila euro annui e va tenuto conto che l’aiuto è legato a problemi temporanei, essendo infatti erogato per due mesi solari e con la possibilità di un solo rinnovo. Fino a esaurimento fondo verranno premiate le domande seguendo un ordine cronologico e il contributo economico viene erogato il primo giorno del mese successivo all’accettazione della richiesta. “Vogliamo continuare a fornire questo servizio – ha insistito Bongiovanni – ma vogliamo che chi può pagare lo faccia, evitando così i furbetti”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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