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Patto etico tra
comune e sindacati per
lavoro sicuro e dignitoso

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Nella foto un momento della conferenza

CASALMAGGIORE – Non c’è solo la mensa scolastica al centro dell’accordo tra comune di Casalmaggiore e sindacati. L’altra novità, illustrata mercoledì pomeriggio in sala giunta da Roberto Carenzi (segretario generale) e Palmiro Crotti per Spi Cgil, Guglielmo Reali per la segreteria di Uil, Monica Vangi (segretaria per Cremona) e Claudia Barbieri (responsabile territoriale) per Cgil e Monica Manfredini (segretaria) per Cisl Asse del Po, è l’istituzione di un patto etico proposto dai sindacati e accettato dal comune: per favorire la trasparenza e combattere il lavoro in nero o irregolare, ecco che ogni capitolato o gara d’appalto su opere pubbliche messe a bilancio dal comune stesso dovrà seguire tutte le norme in materia e favorire in questo caso anche la sicurezza del luogo di lavoro.

Nella fattispecie, vincerà la gara d’appalto non più soltanto la ditta che offrirà il massimo ribasso, ma quella che presenterà la procedura economicamente più vantaggiosa, con un metro di valutazione diverso, che prenderà sì in esame il ribasso ma anche la qualità del servizio e il rispetto dei canoni di sicurezza, con possibilità di immediato recesso in caso di reiterata inosservanza. Tale patto etico di fatto riunisce tutti gli obblighi di leggi in materia di lavoro, creando una forma di tutela e prevenzione praticamente impossibile da aggirare. “Anche perché noi sindacati continueremo a vigilare” ha spiegato Monica Vangi per Cgil. Il sindaco Filippo Bongiovanni si è detto molto soddisfatto dell’accordo e ha garantito che l’impegno del comune sarà continuo per tutta la durata dei lavori affidati alle varie ditte. Il patto partirà dal 1° gennaio 2016 e scadrà con la fine del mandato, dunque nel 2019, poi potrà essere rinnovato dall’amministrazione che verrà.

“Quando un’amministrazione assegna appalti – ha precisato Vangi – allora è responsabile e in tal senso il patto etico afferma le regole della legalità, in tutti i sensi. La tutela del lavoro in questo caso va a corrispondere con un premio per la qualità alle ditte che operano meglio. Spesso abbiamo aziende che giocano troppo al ribasso per aggiudicarsi la gara d’appalto e poi non hanno le forze per mantenere gli impegni e risparmiano, per prima cosa, su sicurezza e dignità del lavoratore”. “Siamo contenti – ha chiosato Manfredini – perché questo patto etico coincide con un’assunzione di responsabilità da parte del comune che appalta”.

Giovanni Gardani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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