Cremona Circuit iridato: Bulega porta un intero territorio in cima al mondo
Cremona Circuit entra nella storia: ha celebrato il secondo italiano a vincere in questa specifica categoria. E lo ha fatto appena tre anni dopo il suo esordio assoluto tra i mostri sacri della Motorsport
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Come nelle migliori favole, il lieto fine arriva alla fine: moto italiana, pilota italiano, pista italiana. Un mantra ripetuto allo sfinimento come inno alla speranza e augurio. In barba alla scaramanzia che pure Nicolò Bulega, che torna a tingere l’albo d’oro della Superbike col tricolore dodici anni dopo Max Biaggi, aveva detto chiaramente di volersi tenere come scudo da gufi, cassandre e ottimisti.
Cremona Circuit entra nella storia: ha celebrato il secondo italiano a vincere in questa specifica categoria. E lo ha fatto appena tre anni dopo il suo esordio assoluto tra i mostri sacri della Motorsport. Non male, decisamente non male. L’ultima volta della tripletta tricolore (moto, pilota, impianto) fu a Imola: lì Max Biaggi vinse su Aprilia il 26 settembre 2010 (nel 2012 vinse in Francia). Sì, anche lì era l’ultimo weekend dello stesso mese che riporta l’Italia in alto. Certo, la Ducati ha vinto spesso – e l’italico orgoglio si è quasi sempre aggrappato a questa moto – ma ora che anche il suo scudiero è lì in alto, sul gradino più importante, ecco che l’inchiostro scrive una pagina destinata a restare. E Cremona vi entra di diritto.
Lieto fine, si diceva, che quindi non poteva arrivare troppo presto: né in Gara-1 né in Superpole Race, con un Lecuona, che ha confermato la tendenza a questa pista a scegliere il proprio beniamino e a portarlo fino in fondo. Nel 2024 tripletta di Petrucci, nel 2025 tripletta di Bulega, nel 2026 tripletta dello spagnolo, secondo al Mondiale e a questo punto probabilmente favorito, salvo migrazioni, nel prossimo Campionato del Mondo con Bulega destinato agli ancora più dorati lidi della MotoGP, sotto l’egida di Valentino Rossi.
Favola ma non thriller, perché il colpo di scena non c’è stato, tanto che il lento count-down dei giri che mancavano alla fine è stato idealmente scandito da un impianto solo in attesa del verdetto. Non era la domenica giusta per scompaginare l’incastro perfetto, non era il weekend in cui guastare la festa. Ha vinto il più forte, dominante in tutto e per tutto il campionato. E lo ha fatto a Cremona, per un gioco della sorte, che premia – ogni tanto – chi ha creduto in una follia.
Cremona Mondiale, insomma, assieme a Bulega e alla Ducati Aruba. Il tris sul quale tutti eravamo pronti a scommettere. Il tris che ricorderemo nell’anno più bello. Almeno fin qui, perché adesso che i motori si spengono e la folla esce di scena lasciando dietro di sé colonne di autografi e selfie rubati, c’è chi già lavorerà al 2027. Scavallata la metà del contratto quinquennale col botto di un alloro iridato, cos’altro potrà riservare di speciale il Cremona Circuit? Alla prossima puntata…