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Desalu, l’anno
olimpico scatta
da Formia

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Nella foto, Fausto Eseosa Desalu

CASALMAGGIORE – Senza sosta il programma dell’attività tecnica federale che prosegue l’inteso iter già avviato a partire dal mese di ottobre. Dopo un break per le feste natalizie, un nutrito gruppo di azzurri sarà impegnato in una serie di raduni. Ventisette in tutto gli atleti del comparto velocità che sono stati convocati dal 3 al 9 gennaio al Centro di Preparazione Olimpica di Formia. Qui sono attesi, tra gli altri, anche l’oro europeo U23 dei 100 metri Giovanni Galbieri (Atl. Riccardi Milano) e il tricolore assoluto Fabio Cerutti (Fiamme Gialle), insieme al recordman dei 60m indoor Michael Tumi (Fiamme Oro), Eseosa Desalu (Fiamme Gialle) e Diego Marani (Fiamme Gialle) e, al femminile, Audrey Alloh (Fiamme Azzurre), Gloria Hooper (Forestale) e la giovane Ayomide Folorunso (Fiamme Oro).

“A Formia – dichiara il Direttore Tecnico Organizzativo Massimo Magnani – proseguirà il lavoro del gruppo delle staffette azzurre (4×100 uomini e donne, 4×400 donne, ndr). In questi ultimi mesi, però, l’attività tecnica federale è stata molto fervida anche presso i centri di preparazione di Tirrenia, Schio, Castelporziano e Siracusa. Sempre a gennaio stiamo organizzando un raduno in Kenya per i maratoneti Meucci, Pertile e Straneo”. Intanto, in ottica Rio, arriva un’importante comunicazione per la maratona femminile: “In questo momento – spiega Magnani – le atlete indicate ed accettate dal CONI per l’Olimpiade sono Valeria Straneo e Anna Incerti. Per il terzo posto a disposizione, i risultati conseguiti alla fine del mese di novembre 2015, data utile indicata dalla Direzione Tecnica per il conseguimento dei requisiti, non hanno fatto emergere nomi che possano completare la squadra olimpica. In ragione di questo abbiamo stabilito un’ulteriore proroga all’inizio della primavera per valutare prestazioni tecnicamente significative per una possibile terza convocata sui 42,195km. Saranno presi in considerazione risultati ottenuti in maratone internazionali in linea con la certificazione IAAF e in condizioni agonistiche possibilmente non influenzate dalla presenza di pacemaker”.

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