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Alla Fontana la Veglia
per la Pace, riflettendo
con Francesco Gesualdi

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Nella foto un momento della Veglia

CASALMAGGIORE – Il Santuario della Madonna della Fontana è ormai luogo deputato per incontri non solo religiosi ma al medesimo tempo di alto significato spirituale e morale. Mercoledì sera, vigilia dell’ultimo dell’anno, i frati Cappuccini hanno “prestato” la bella chiesa per una Veglia per la Pace, che ha visto una straordinaria affluenza, con gente arrivata da Bozzolo, Rivarolo del Re, Piadena, Rivarolo Mantovano, Cividale, Spineda, Colorno e oltre.

A condurre la celebrazione don Luigi Pisani e don Ernesto Marciò che alla fine hanno lasciato spazio ad un intenso ed appassionato intervento di Francesco Gesualdi, allievo di don Milani. L’ospite dell’assemblea ha parlato a braccio cominciando a raccontare la sua esperienza col sacerdote “scomodo”, inventore di una scuola particolare dove non si davano i voti, non c’era la campanella ma tanta voglia di educare al meglio gli alunni per costruire assieme a loro un mondo di pace. “Ricordo uno striscione appeso davanti la scuola con la scritta inglese “I care”, traducibile in “mi sta a cuore”, in contrapposizione ad un motto fascista che recitava “Me ne frego” ha esordito Gesualdi che poi ha raccontato della sua esperienza concreta per andare incontro alla povertà e alla miseria. Non sono mancati duri attacchi al capitalismo e alla società “menefreghista” di fronte ai giganteschi problemi del mondo.

Rifacendosi alle stesse espressioni di papa Francesco, Gesualdi ha sottolineato che non ci sono solo guerre fatte con le armi ma anche conflitti provocati dall’indifferenza e dall’eccessivo individualismo. “Spesso ci comportiamo da spettatori passivi dentro una società che stritola e produce emarginazione – ha proseguito l’oratore parlando dall’altare – senza renderci conto che questa indifferenza produce complicità”. Gesualdi ha quindi lanciato alcune indicazioni concrete invitando le persone ad astenersi davanti agli scaffali dei supermercati, riflettendo sulle origini e implicazioni morali e sociali di questo o quel prodotto e sottolineando che  rispetto ad una suddivisione di terreno fertile nel mondo l’Italia se ne è accaparrata 4 ettari a persona quando una impronta ecologica equa ne indicherebbe poco meno di due ettari a testa. Sobrietà, capacità di pensare e riflettere, vincere l’indifferenza, impegno culturale e accoglienza: questi i cardini principali, su cui basarsi per aiutare il prossimo e contemporaneamente superare i conflitti diffondendo la pace e la serenità.

L’intera serata, costituita da preghiere, orazioni e letture evangeliche è stata accompagnata dal Coro interparrocchiale diretto da Donato Morselli con Claudio Leoni all’organo. Tra i vari brani eseguiti molto apprezzata l’esecuzione del Magnificat e del coro, una delle cui strofe recitava: “Se lo sguardo di un bambino disarma ancora il tuo cuore. Se tu sai gioire della gioia del tuo vicino. Se l’ingiustizia che colpisce gli altri ti rivolta come quella che subisci tu. Se per te lo straniero che incontri è un fratello. Se tu sai donare gratuitamente un po’ del tuo tempo per amore. Se tu sai accettare che un altro ti renda un servizio. Se tu dividi il tuo pane e sai aggiungere ad esso un pezzo del tuo cuore, allora… la Pace verrà”.

Rosario Pisani

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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