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Profughi comune
per comune: e l’Oglio Po
mantovano protesta

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MANTOVA – L’emergenza profughi si estende a macchia d’olio e in questo senso inizia a diventare una questione diffusa su tutto il comprensorio, inteso non più solo come territorio ma comune per comune. Per la precisione vi sono alcune novità che riguardano la parte mantovana, dato che Prefettura di Mantova e comuni si sono accordati per dividersi il numero di 1500 profughi in totale. Di questi 750 sono già stati distribuiti nell’anno solare 2015, mentre nel 2016 sarà assegnato un numero praticamente pari al precedente, per un totale di 1500 profughi.

Per quanto concerne la realtà comprensoriale dell’Oglio Po, i comuni interessati sono Rivarolo Mantovano, che già si è accollato una trentina di profughi, oltre a Bozzolo, Commessaggio, Dosolo, Gazzuolo, Marcaria, Pomponesco, San Martino dall’Argine, Sabbioneta e Viadana. In totale il cosiddetto distretto di Viadana, che raggruppa i comuni appena passati in rassegna, ospiterà 175 profughi. Canneto sull’Oglio, che fa parte del distretto di Asola (164 posti in totale), conferma invece la ventina di profughi già ospitati. Di fatto, da un’emergenza legata a pochi comuni, ecco che la questione si diffonde sui tutto il territorio e nessuno può dirsi escluso.

Non a caso nel 2015 i comuni attivi e già impegnati in questo senso erano sono 11; nel 2016 saranno 51 in più. Il distretto di Viadana è il quarto, come numero, dopo quello di Mantova città, Guidizzolo e Suzzara, davanti a Ostiglia e appunto Asola. Peraltro i numeri, che si rifanno al numero di residenti per ciascun comune, sono stati contestati da Cedrick Pasetti della Lega Nord, legato a San Martino dall’Argine, che ha riportato un tabella numerica seconda la quale Viadana dovrebbe accollarsi 72 profughi, Marcaria invece 24 e ancora Sabbioneta 16 e Bozzolo 15, per restare ai numeri principali. Un modus operandi che non va giù all’avvocato leghista.

Anche Gianni Fava, assessore regionale all’Agricoltura, ha tuonato contro la Prefettura di Mantova parlando addirittura di gestione anticostituzionale del problema con la suddivisione comune per comune, senza tenere conto delle caratteristiche, specie a livello di accoglienza e di disponibilità, del territorio. Intanto entro mezzogiorno del prossimo 23 gennaio le associazioni, le fondazioni, gli enti ecclesiastici, gli enti pubblici e sociali, gli alberghi e gli agriturismi dovranno presentare un’offerta in merito alle strutture a disposizione.

Giovanni Gardani

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