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Per l'Oglio Po hanno
firmato in 15mila:
"Pronti per andare in Regione"

La petizione è frutto di un lungo lavoro di sensibilizzazione il cui risultato è appunto questo malloppo di autografi certificati che adesso i sindaci del territorio dovranno farsi carico di recapitare in Regione.
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Nella fotogallery alcuni degli esercenti che hanno ospitato la raccolta firme

VIADANA – Quindicimila firme (14644 per la precisione) non sono certo un numero da prendere alla leggera. Anche perché rappresentano una straordinaria adesione popolare su un vasto territorio casalasco viadanese preoccupato per le sorti dell’Ospedale Oglio Po attorno al quale frequentemente sorgono paure di ridimensionamento.

Il luogo da dove partono e arrivano tutte le decisioni in materia socio sanitaria, spesso frutto di conflitti e asperità politiche. “Come Comitato trasversale e apartitico – spiega Francesco Maldera, medico radiologo – abbiamo difeso e intendiamo interpretare una istanza della società civile, sottolineando il ringraziamento per tutti coloro che hanno aderito all’iniziativa, i  volontari, gli esercizi commerciali, le onlus, le associazioni civili e religiose”. Adesso l’obiettivo è quello di coinvolgere il più possibile gli Amministratori comunali, sindaci in testa affinché indossando la fascia tricolore  si impegnino ad accompagnare la delegazione che si recherà in Regione per presentare  le istanze di chi ha sottoscritto la petizione, così come hanno fatto a Crema. Un coinvolgimento che si estende ai consiglieri e assessori regionali, affinché tutti assieme si  arrivi alla Commissione 3 sanità e direttamente al Governatore Maroni per consegnare fisicamente le firme raccolte. Successivamente si terrà un incontro pubblico per verificare cosa e come verrà risposto ai problemi denunciati.

Francesco Maldera, Luigi Borghesi, Gloria BariliAnnamaria PiccinelliCarlo BarbianiSerenella TaraschiNicola Federici, ovvero i membri del gruppo, hanno voluto “fin da subito costruire tutta l’operazione attorno al valore portante della territorialità”. Peraltro, la petizione prosegue: “Alcuni punti di raccolta non hanno ancora consegnato, comunque il dato non si modificherà di molto – spiega Piccinelli -. 160 firme sono molto lacunose. Si tratta evidentemente di persone anziane che hanno solo firmato senza aggiunta di alcun altro dato. Più di 200 provengono inoltre dal di fuori dell’Oglio Po, specialmente dal parmense”.

“Abbiamo scelto di essere presenti in tutti gli angoli del comprensorio – continua Piccinelli –, fin nella più piccola frazione, con notevole investimento di energie, ma ottenendo così una consapevolezza e un’informazione capillari. Grandissima parte ha fatto il tessuto economico del territorio, le piccole botteghe che radicate spesso da generazioni e coltivando un rapporto con la propria clientela, si sono dimostrate preziosissime”. Hanno contribuito anche le associazioni di volontariato, alcune scuole, molti singoli cittadini: “Di fronte al tema ospedale – sottolinea Piccinelli – la soglia di sensibilità si è dimostrata altissima, è uno di quei temi che prevale sulle appartenenze partitiche e attorno a cui abbiamo davvero visto saltar fuori il senso di appartenenza, l’interesse che accomuna, insomma abbiamo visto materializzarsi il territorio”.

Per quanto concerne la seconda fase, ossia la possibilità di far recapitare le firme in Regione, “si stanno già concretizzando i contatti con i sindaci – aggiunge Luigi Borghesi -, molti stanno rispondendo prontamente e lo stesso i consiglieri regionali del territorio. Stiamo cercando una data per l’incontro con i primi e abbiamo invitato i secondi a darci una risposta rispetto alla posizione che intendono assumere assieme alle forze politiche che rappresentano, oltre a invitarli a presenziare a un incontro pubblico sul territorio. Infine ci sarà la consegna delle firme a Maroni e l’incontro con i direttori generali”. “A tutti ribadiremo le nostre richieste – puntualizza Carlo Barbiani -, invitando ad una dichiarazione di intenti, in modo che venga restituito chiaramente ai cittadini la posizione delle varie forze politiche sulle nostre richieste che sono molto mirate”.

“L’Oglio Po deve rimanere ospedale per acuti – continua Borghesi – il che significa dotato di tutti i servizi necessari per affrontare la malattia allo stadio acuto e non cronico. Quindi fondamentale il pronto soccorso, la rianimazione, laboratori e tutti i servizi per l’emergenza. Nella riforma, vocata alla territorialità, più che mai l’Oglio Po trova riconosciuta la propria valenza di Ospedale per acuti, indispensabile per un territorio assolutamente decentrato, poco servito e geograficamente strategico”.  “Vanno assolutamente ripristinati i primariati – reclama Borghesi -, anche per rendere la struttura più appetibile per le migliori professionalità e motivante per il personale. Per quanto riguarda l’Ostetricia in particolare, vista la presenza di un reparto di Terapia Intensiva e di un’area critica ben presidiata, è assolutamente opportuno il mantenimento di un Punto Nascita quindi unico nel territorio a rispondere a tutti i requisiti di sicurezza ministeriali. Le eccellenze già esistenti in Oglio Po vanno dunque valorizzate con investimenti e il più possibile divulgate”.

“Il carattere di tutta l’operazione – conclude Francesco Maldera – è apartitico e ringrazio tutti per la coralità che ha consentito di presentarci con tempestività al momento del cambio dirigenziale”.

Rosario Pisani-Simone Arrighi

 

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