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Emblematici Maggiori,
Torrione e San Rocco ko,
premiato Iris a Calvatone

Il contributo complessivo è di 2 milioni di euro, di cui 1 milione e 540mila euro da Fondazione Cariplo e 660mila euro da Regione Lombardia. Nulla da fare invece per il recupero delle due antiche strutture di Casalmaggiore.
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Nella foto i lavori al nuovo polo Iris di Calvatone

CASALMAGGIORE/CALVATONE – Sorride Calvatone, piange Casalmaggiore. E’ questo l’esito del bando Emblematici Maggiori, che Fondazione Cariplo nel 2015 ha promosso sulla provincia di Cremona, scegliendo di premiare i cinque progetti più significativi e più meritevoli. Va detto che nel mentre i progetti sono divenuti sei, perché ai 7 milioni di euro messi a disposizione dalla Fondazione vanno ad aggiungersi i 3 milioni di euro offerti da Regione Lombardia.

Come noto, il comune di Casalmaggiore aveva candidato un maxi progetto di riqualificazione del Torrione Estense, della chiesetta di San Rocco e del magazzino dell’Aipo che collega le due strutture. Una delle ultime chance, come qualcuna l’ha definita, per recuperare una struttura che è in condizioni non certo ottimali, a causa dell’incuria e del trascorrere inesorabile del tempo. Nulla da fare, purtroppo, perché Fondazione Cariplo ha scelto di premiare altre iniziative.

Tra queste – e qui sta la buona notizia – anche quella promossa dalla Fondazione Iris di Calvatone. Il contributo complessivo è di 2 milioni di euro, di cui 1 milione e 540mila euro da Fondazione Cariplo e 660mila euro da Regione Lombardia: Iris ha così visto premiato il progetto “Biocomunità – Integrazione sociale e culturale, economia solidale, agricoltura biologica per una comunità ambientale innovativa”, che insiste soprattutto sul territorio di Casteldidone. Si tratta di un progetto che – come si può leggere in una delibera di maggio, quando l’idea venne presentata, dell’Unione Foedus – prevede la realizzazione di azioni di ricerca e studio per la sperimentazione colturale e di antiche varietà di cereali a grano duro, collegato anche al polo di valorizzazione e trasformazione dei prodotti agricoli derivanti da coltivazione biologica. Un polo in particolare costituito da un comparto di lavorazione cereali per la produzione di pasta, un edificio polifunzionale destinato a museo, mensa e sala congressi e da un ampio parco aperto al pubblico, ormai pronto a diventare un punto di riferimento per una catena alimentare di qualità con ambizioni di ampio respiro non solo locale ma internazionale, anche grazie all’ultimo cospicuo contributo.

Giovanni Gardani

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