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Terre Po tra sportello aperto,
filiera e polo universitario:
"Facciamo grande il territorio"

Si è presentato mercoledì sera a Casalmaggiore il Psl (ex Gal) Terre del Po, davanti a una settantina di presenti in auditorium, dove non mancavano anche esponenti politici - non molti per la verità - di diverso segno.
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Nella foto un momento della serata

CASALMAGGIORE – Tre idee portanti e un Piano di Sviluppo Rurale, che rientra nel Piano di Sviluppo Locale complessivo, con tre differenti proposte, ognuna delle quali associata a investimenti e finanziamenti ben precisi. Progetti e cifre, insomma. E il cosiddetto “numero perfetto” che ritorna spesso. Soprattutto una visione globale del territorio, che apre nuovi orizzonti ad un’area da 800 chilometri quadrati per 108.314 abitanti complessivi. Si è presentato mercoledì sera a Casalmaggiore il Psl (ex Gal) Terre del Po, davanti a una settantina di presenti in auditorium Santa Croce, dove non mancavano anche esponenti politici di diverso segno. Un incontro durato poco meno di due ore e senza quesiti nel finale: chi si aspettava le polemiche, dopo le arroventate scorse settimane, dovrà ripassare.

Il sindaco di Casalmaggiore Filippo Bongiovanni ha dato il benvenuto parlando di “grandi cambiamenti in atto, più o meno imposti e più o meno accettati. Qualcuno ha tolto le Province e ora si parla di Aree Vaste. Soprattutto abbiamo assistito all’accorpamento di Tribunali, Giudici di Pace, Camere di Commercio, Asl: stiamo cioè vivendo il fenomeno della razionalizzazione. Noi, come territorio di mezzo, vogliamo essere rispettati. Ci sono soggetti che accettano tutto, ricevendo posti e sedie, e c’è chi parte dal basso, per ottenere qualcosa di inerente al proprio territorio. Vogliamo essere protagonisti attivi di questo nuovo corso, grazie alla consulenza del professor Pieretti, che lo scorso 16 gennaio ha presentato un progetto dettagliato”.

Subito dopo è intervenuto Alessandro Pastacci, presidente uscente della Provincia di Mantova. “Nell’incontro tra due territori, l’Oglio Po e l’Oltre Po Mantovano, l’ente che presiedo punta a fare da collante. La Regione ha stanziato da 55 a 65 milioni di euro, con paletti e parametri diversi: per questo ci siamo confrontati con i vari Gal mantovani e cremonesi per capire la strategia migliore. E’ uscita una nuova unione complessiva molto forte, che supera le 100mila unità rappresentate. Le candidature del progetto in Regione sono 16 e ne verranno finanziate 10 o 11: intanto il governatore Roberto Maroni sta parlando di Cantoni, avvicinandosi a una visione territoriale simile a quella di questo Psl”.

INVESTIMENTI, SPORTELLI APERTI, POLO UNIVERSITARIO – L’aspetto tecnico, il più interessante perché capace di andare oltre il dato politico e di proporre le idee in campo fino al 2020 (“ma si andrà senza dubbio più avanti, perché si parte in ritardo”), è stato affidato al professor Giovanni Pieretti dell’Università di Bologna e a Carmelita Trentini dell’ex Gal Oltre Po Mantovano. “Ho trovato persone entusiaste e le ringrazio tutte per la fiducia – ha esordito Pieretti, ricordando singoli ma anche aziende e associazioni ambientalistiche – . Vogliamo partire dalla terra, dunque dall’agricoltura sociale, sostenibile e ambientale. La crisi ruota attorno a due parole: pericolo e opportunità. Noi vogliamo cogliere queste ultime con tre punti salienti del programma: mettere in sicurezza il territorio, ovvero promuovere investimenti forti e duraturi; parlare di energia come una scommessa decisa e positivamente folle; garantire il diritto di accesso al cittadino, ovvero non creare più sportelli ma andare incontro alle persone, a casa loro, perché lo sportello sociale deve essere aperto 24 ore al giorno. Il sogno ambizioso ma concreto è anche quello di fare studiare i giovani e arrivare a ottenere, sul territorio, pure un polo universitario”.

FILIERA, RETE, INCLUSIONE – Trentini si è invece concentrata sull’articolato Piano di Sviluppo Rurale proprio nel Psl. “Avevamo sei opzioni e abbiamo scelto quella che mette a disposizione, da parte della Regione, 66 milioni di euro su tutto il territorio lombardo. Partendo dall’esperienza del Gal Oltre Po Mantovano abbiamo modulato tre obiettivi. In primis incentivare le filiere locali, parlando di filiera corta, di biodiversità (è stato portato l’esempio della produzione del miele, perché dove ci sono le api c’è vita e appunto biodiversità, ndr), di valorizzazione delle golene, di lotta allo spreco alimentare, di sviluppo delle mense aziendali, scolastiche, ospedaliere e delle case di riposo, di biologico, di family farm, di recupero delle spese vegetali, di centri di formazione sui temi legati all’agricoltura e di cooperazione dei progetti. Per questo progetto avremo bisogno di 2 milioni dal pubblico e 4 milioni dal privato. In secondo luogo vogliamo attivare reti per lo sviluppo di comunità intelligenti, promuovendo il turismo rurale, la ciclabilità, le bellezze culturali e naturali, i collegamenti tra i parchi e le località turistiche, un sistema di accoglienza e comunicazione unico, il recupero delle case cantoniere e degli edifici rurali, studiando la fattibilità della banda larga. In questo caso avremo bisogno di 2.5 milioni di euro dal pubblico e 2 dal privato. Infine parliamo di sostegno all’inclusione sociale: mi riferisco ai concetti di agricoltura sociale, agriturismo, recupero della memoria e della figura delle donne rurali. Il tutto con 1.5 milioni di euro dal pubblico e 1 milione di euro dal privato, per un totale di 13 milioni di euro più 900mila euro di spese di gestione, di cui 6.9 milioni di euro dal pubblico, ossia dalla Regione”. “Oltre il 50% dei finanziamenti – come ha ricordato Pastacci – nella prima fase saranno destinati ai privati”.

Il nuovo Psl abbraccia 17 comuni dell’Oltre Po Mantovano, 8 dell’Oglio Po più due, San Benedetto Po e Motteggiana, che fanno da ponte: si va cioè da Felonica a San Giovanni in Croce. Proprio riferendosi alla vastità territoriale Massimiliano Galli, sindaco di Rivarolo Mantovano, ha parlato di “comunità che guarda oltre la politica, perché qui rappresentiamo il solo partito che davvero ci accomuna, quello dei sindaci. Vogliamo evitare finanziamenti come in passato su piccole cose, su piccoli progetti, vogliamo piuttosto volare alto. Siamo per uno sviluppo davvero territoriale e non più per la singola parrocchia”. Pierguido Asinari, primo cittadino di San Giovanni in Croce, ha parlato di “entusiasmo nel condividere idee con altre realtà che neppure conoscevamo prima. E’ stata una crescita culturale, e la nostra garanzia è avere Pieretti al nostro fianco”. Alessandro Sarasini, sindaco di Commessaggio, ha parlato di “realizzare strade (in senso lato, ndr) che colleghino tra loro vari paesi: abbiamo creduto in qualcosa di alternativo, ragionando su un territorio vasto da valorizzare”.

Fabrizio Nosari, sindaco di Motteggiana ma anche presidente del Consorzio Mantovano, ha parlato di “due territori che si uniscono senza più campanili ed egoismi, allargando la propria rete. La vera sfida non è progettare ma saper gestire, e noi siamo pronti a farlo”. Nosari ha posto pure l’accento sul Po e sui problemi legati ad esso, con particolare rilevanza per la pesca di frodo. Infine il sindaco di Viadana Giovanni Cavatorta, presente tra il pubblico, è intervenuto ringraziando per l’esposizione e sottolineando che “il messaggio è passato: il territorio è la nostra autostrada e come tale deve unirci, mettendoci in collegamento, e non dividerci”.

Giovanni Gardani

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