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A Viadana una classe
da Oscar, anzi
da Golden Heart

"L'ultimo sabbionaio dell'Oglio' presentato dalla 5Bs del Sanfelice ha ottenuto un riconoscimento al 'Geofilmfestival' di Cittadella.
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La classe 5Bs

VIADANA – Importante riconoscimento per la classe 5Bs del Liceo di Viadana. I ragazzi sono stati insigniti del premio ‘Golden Heart’ riservato agli istituto scolastici nell’ambito del concorso cinematografico ‘Geofilmfestival’ di Cittadella, in provincia di Padova. Un festival internazionale che ha visto la partecipazione di classi e scuole da 54 paesi: più di 920 le opere in concorso, tra queste il documentario “L’ultimo sabbionaio dell’Oglio’ presentato dalla 5Bs del Sanfelice ha ottenuto la menzione per “aver saputo esprimere, con immagini ed emozioni, l’importanza della cura e dell’amore verso il territorio di attività lavorative ormai quasi perdute”. Giovedì si è tenuta la festa di gala con consegna dei premi e dalle aule del liceo, mediante collegamento Skype, gli studenti si sono messi in collegamento con il festival, a partire dalle ore 21.00.

Il documentario è stato svolto nell’ambito di un percorso progettuale/didattico a carattere interdisciplinare denominato “Progetto Paesaggio”. La redazione dell’iniziativa è stata a cura di Neri Saccani e Paola Longari. Avviato nell’anno scolastico 2013/14, il progetto ha avuto, tra i suoi obbiettivi principali, quelli di stimolare i giovani studenti alla conoscenza del territorio e delle sue trasformazioni sia passate sia in atto, formulare giudizi etici ed estetici, favorire l’analisi critica e stimolare le premesse per una cittadinanza attiva. Il video premiato è stat montato da Pierluigi Bonfatti Sabbioni.

Le esplorazioni, condotte sul campo, non hanno solo concesso l’enucleazione di problemi di carattere ambientale e urbano, ma anche favorito l’incontro con addetti ai lavori, la fruizione di mostre a tema e l’incontro di personalità tipiche del territorio ormai diventate icone di un mondo scomparso. Attività connesse con l’ambiente, un tempo fondamentali sia per l’uso sostenibile delle risorse e sia per la capillare manutenzione del paesaggio risultano infatti scomparse o praticate eroicamente da singoli nell’idea di salvaguardare una memoria, per certi versi , faticosamente condivisibile. Il documentario, incentrato sulla figura del protagonista Antonio Vernizzi da Bocca Chiavica, sviluppa una breve intervista, realizzata direttamente sul luogo in cui il personaggio ha svolto gran parte della sua vita e il suo lavoro. Le riprese, effettuate in un sito suggestivo come le sponde del fiume Oglio, hanno rappresentato l’occasione per conoscere e documentare un’attività un tempo abbastanza diffusa in un territorio come il nostro così pienamente segnato dalla presenza dei fiumi. La scelta del soggetto è la chiara dimostrazione circa quanto avvenuto nell’ultimo mezzo secolo della nostra storia. Esso è ormai la testimonianza di un mondo che fu ma che non possiamo ignorare. Il sabbionaio, come molti altri, rappresenta il mentore per la coscienza contemporanea, un auspicio per progetti futuri più eco-sostenibili.
Antonio Vernizzi è l’esempio di una vita di lavoro spesa accanto e sul fiume Oglio, il testimone privilegiato di un modo di intendere la relazione con l’ambiente, la traccia tangibile di un mondo scomparso. Il suo lavoro è stato quello del sabbionaio, ovvero del cavatore di sabbia dal letto del fiume. Un lavoro tramandato e amato che ha contribuito a fargli trovare il senso dell’esistenza e a mantenerlo in contatto con chi lo aveva preceduto. Antonio da anni non è più il sabbionaio dell’Oglio eppure continua, ogni sera, a recarsi sul posto che, per tanto tempo, è stato il vitale scenario di epiche fatiche, di felici ricompense, di relazioni famigliari mai dimenticate :”c’è una vita che non ti lascia…”. Antonio trasmette con l’intenso pudore di un uomo della bassa, il valore del lavoro. Gli studenti, quasi intimoriti dalla testimonianza, pongono lapidarie domande che tentano appena di ricostruire la sua piccola storia.

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