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Duecento predoni
stanno uccidendo
il Grande Fiume

“Quadro drammatico: in un anno perso il 30% della fauna ittica. A rischio un mercato da 2 milioni di euro”.
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L'incontro a Gonzaga

GONZAGA (MN) – Bandire l’uso delle reti nel Po e affidare la gestione dei canali alle associazioni di pesca: la proposta per contrastare la piaga della pesca di frodo sul “grande fiume” arriva dal mondo della pesca sportiva che tra sabato e domenica è riunito alla Fiera Millenaria di Gonzaga, in provincia di Mantova, per Carpitaly, la principale fiera nazionale di carpfishing e pesca al siluro, punto di riferimento del settore.

Nella mattina di sabato, si è svolto il convegno “Bracconaggio 2.0 un anno dopo: i fatti”, che ha messo a confronto politica e associazioni di pescatori davanti a un pubblico foltissimo di appassionati, in un settore sempre più giovane. Il percorso era iniziato con la scorsa edizione di Carpitaly che ha dato impulso a un intervento normativo presentato quest’anno.

Il quadro è drammatico: i predoni (almeno 200 soggetti provenienti per la gran parte dalla Romania) nel corso dell’ultimo anno hanno impoverito del 30% la fauna ittica (dati Università di Ferrara rilevati su 8 tratti d’acqua). “Di questo passo nel giro di due anni la pesca ricreativa, un mercato da 1,5 milioni di appassionati e 2 milioni di euro di indotto, non esisterà più”, ha fatto notare il giornalista e anima della battaglia anti-bracconieri Roberto Ripamonti.

I primi significativi passi avanti ci sono stati, grazie all’emendamento al Collegato Agricoltura proposto dal deputato PD Marco Carra e sostenuto trasversalmente da tutte le forze politiche. Il provvedimento ha ricevuto il via libera in Commissione Agricoltura e passerà al voto delle Camere a breve. I contenuti: inasprite le sanzioni pecuniarie, arresto da 2 a 24 mesi e sequestro delle attrezzature. Da Cinque Stelle (Vittorio Ferraresi) e Lega arriva la richiesta di inasprire ulteriormente le pene per non fornire scappatoie ai trasgressori.

Anche la Regione Emilia Romagna sta mettendo a punto maggiori tutele, sulla spinta delle proposte del consigliere della Lega Nord Alan Fabbri. Tra i progetti in cantiere c’è la proposta (che trova ampio sostegno nel settore) di affidare la gestione delle acque alle associazioni di pesca, il che consentirebbe di passare dal reato di pesca di frodo al vero e proprio furto.

Inoltre, sulle acque del Po potrebbe essere presto bandito l’uso delle reti. E’ quanto ha comunicato il dirigente del settore Agricoltura di Regione Lombardia Alberto Lugoboni, annunciando il prossimo avvio di un tavolo tecnico con gli omonimi di Emilia Romagna, Piemonte e Veneto che lavorerà proprio su misure congiunte di contrasto alla pesca di frodo.

Infine dal presidente della FIPSAS Claudio Matteoli una proposta ancor più drastica: vietare la pesca commerciale su tutte le acque secondarie interne. “Si tratta di 100 licenze, di cui l’80% a stranieri che presumibilmente rappresentano solo una copertura”, ha spiegato.

Dopo una prima intensa giornata, che ha visto fin dal primo mattino i 12.000 metri quadrati della fiera presi d’assalto da migliaia di appassionati di pesca, Carpitaly chiude domenica. Ingresso dalle 8.30 alle 17.30. In programma ci sono premi ai migliori prodotti presentati dalle maggiori aziende specializzate, intrattenimento e incontri con “star” della pesca. Spazio anche al fishing in rosa con le campionesse Annabel Gura e Luisella Crivaro.

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