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Ferroni interroga la giunta
sul Campo Nomadi: "I nostri
muoiono di fame, e i Sinti?"

“E’ scandaloso che all’interno di tali aree possano essere presenti anche auto di lusso che non tutte le persone comuni possono permettersi, lampioni con illuminazione in funzione di giorno, persone che vagano nel dolce far niente”.
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Nella foto il Campo Nomadi di via al Porto

CASALMAGGIORE – Anche una interrogazione presentata dalle liste di Orlando Ferroni (Casalmaggiore per la Libertà e Forza Italia) sarà oggetto di discussione nel prossimo consiglio comunale di Casalmaggiore di venerdì 4 marzo, con inizio alle ore 19.30. Il tema è legato alla gestione del Campo Nomadi di etnia Sinti di via al Porto a Casalmaggiore.

“Si tratta di una comunità di cosiddetti “nomadi”, meglio definibili stanziali, in costante crescita dal punto di vista numerico – sta scritto nella mozione – nonché in espansione con metri quadri di suolo pubblico occupati, disponibilità di moduli abitativi, forniture di servizi, assistenza e utenze. Nel contempo, la cittadinanza indignata dall’alone di finta povertà che regna sovrano nonché dal buonismo di alcuni nei riguardi di coloro che vivono alle spalle della comunità casalese, si sacrifica quotidianamente per garantire lo stipendio alle proprie famiglie, pagando addizionali comunali, servizi, utenze, costretti a vivere blindati nelle proprie case e a muoversi con timore per le proprie strade per il timore di continui furti e scippi”.

Le liste Ferroni insistono. “E’ scandaloso che, all’interno di tali aree definite di “sosta temporanea” possano essere presenti anche auto di lusso che non tutte le persone comuni, cittadini con reddito fisso e famiglia possono permettersi, lampioni con illuminazione in funzione in pieno giorno, persone che vagano nel “dolce far niente”. Mentre la lotta all’evasione fiscale viene tanto sbandierata dagli ultimi governi nazionali dei “Mai eletti dal popolo” ed Equitalia non risparmia cartelle da incubo e tragedie ai cittadini lavoratori, nessuno dovrebbe ritenersi escluso da verifiche fiscali, quindi nemmeno gli ospiti “Nomadi”, “Sinti” o quant’altro dell’area attrezzata di via del Porto di Casalmaggiore”.

Un attacco durissimo dunque cui segue una serie di domande rivolte alla giunta: Quali sono i confini che delimitano l’area occupata? Qual’ è la specifica denominazione dell’area occupata dai “Nomadi / Sinti”?  Questa superficie negli ultimi 4 anni è rimasta uguale? Se è cambiata come e quanto è cambiata? Quali controlli vengono effettuati all’interno dell’area occupati da “Nomadi /Sinti”, la frequenza e da parte di chi? Per quali azioni di allestimento ambienti abitativi e/o manutenzione straordinaria sono state impiegate le risorse stanziate a bilancio? Quali tipi di contributi ed in quali forme vengono erogati contributi economici diretti o indiretti agli occupanti dell’area? E negli ultimi 4 anni se è cambiata come è cambiata? Quante persone sono presenti nel campo “nomadi”? E negli ultimi 4 anni sono variate? E se si come? Queste persone percepiscono un sussidio economico dal comune? Se si quanto? Le utenze (luce, acqua, gas ecc.)  chi le paga? E se vengono usati soldi pubblici quanti sono? Chi si occupa di verificare le condizioni igienico – sanitarie delle strutture abitative e degli occupanti dell’area? Sono state richieste e/o attivate verifiche fiscali all’interno dell’area per stabilire il motivo della presenza di auto, anche di lusso, in considerazione della teorica assenza di reddito degli occupanti dell’area? Gli ospiti dell’area, definiti “Sinti”, sono considerati nomadi oppure stanziali dall’attuale  amministrazione?”.

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