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Pomì, è un torneo non così
diverso dall'anno scorso:
imiterai pure il finale?

Tutto è cambiato perché nulla cambiasse dunque? Sì, in parte è vero, tuttavia il campionato sta risultando effettivamente più complesso rispetto a dodici mesi fa, almeno per quella famosa seconda piazza che interessa la Pomì.
barbolini
Foto Francesco Sessa

CASALMAGGIORE – La regular season 2015-2016, al termine della quale mancano una partita (Piacenza-Bergamo, posticipo di giovedì) e quattro giornate intere? E’ molto simile alla stagione 2014-2015. Proprio così, nonostante le differenze evidenti e annunciate, ossia un girone a 13 anziché a 12, con due giornate in più dunque, e la presenza di un maggior numero di big sulla carta rispetto a dodici mesi fa.

PRIMATO – Si diceva che una favorita d’obbligo quest’anno non ci sarebbe stata, e invece il campionato sta suggerendo qualcosa di diverso: al netto di congetture futuribili sui playoff, infatti, Conegliano ha preso il largo. Certo non ha quei 10 punti di vantaggio sul secondo posto con i quali la Igor concluse la sua regular season nel 2015, ma ha un margine di 6 punti (virtualmente 3, dato che l’Imoco ancora deve riposare) che, calendario alla mano, difficilmente porterà a scivoloni.

SECONDA PIAZZA – Altra situazione fotocopia è la lotta per il secondo posto che si preannuncia molto accesa, con relativo distacco dalla terza piazza: una novità maturata con le ultime due sconfitte di Novara, dato che ora si prospetta una corsa a due. L’anno scorso Casalmaggiore e Modena chiusero addirittura alla pari, stavolta, se Piacenza supererà Bergamo (posticipo insidioso ma emiliane favorite) tra le due formazioni sul Po vi sarà la minima differenza di un punto, da traghettare presumibilmente fino allo scontro diretto del 13 marzo al PalaBanca, che deciderà tutto o quasi. Proprio come il PalaPanini di Modena la scorsa primavera…

PLAYOFF – E ancora: l’anno scorso, classifica alla mano, le posizioni dal quarto all’ottavo posto si decisero in pochi punti (7 in tutto per cinque squadre); anche stavolta potrebbe essere così, con una vera differenza, almeno stavolta: ad essere in bilico sono cioè le posizioni dalla quarta alla settima, dato che da Novara a Bergamo passano 8 punti, che diverrebbero 5 in caso di successo pieno delle orobiche a Piacenza.

RETROCESSIONE – Molto simile pure la situazione in zona retrocessione, dato che così come Forlì e Urbino, anche per Bolzano e Firenze il destino pare segnato. Bolzano può in realtà riavvicinarsi fino a -4 (non oltre) dal Club Italia (attualmente a +8) e solo in quel caso potrebbe giocare i playout. Con più di 4 punti di distacco, infatti, partita chiusa e altoatesine in A2 direttamente.

UNICA DIFFERENZA – La vera differenza, alla fine, sembra essere la lotta per l’ottavo posto: dodici mesi fa Scandicci, nona, non fu mai davvero in gioco e chiuse a 8 punti (una enormità) da Bergamo che entrò ai playoff quale ultima qualificata. Stavolta invece Busto e Montichiari, mercoledì protagoniste di un avvincente scontro diretto, se la giocano sul filo del punto e pure Club Italia (unica ad avere già riposato in quella zona) e Vicenza hanno ancora qualche chance, in realtà risicata, rispettivamente con 7 e 5 punti da recuperare.

MEDIA PUNTI – Tutto è cambiato perché nulla cambiasse dunque? Sì, in parte è vero, tuttavia il campionato sta risultando più complesso rispetto a dodici mesi fa, almeno per quella famosa seconda piazza che riguarda da vicino la Pomì. Il motivo? Guardate la media punti di Casalmaggiore (essendo aumentato il numero delle gare, non sarebbe possibile fare paragoni su altri dati): nel 2015 chiuse con 2.09 punti a partita (con 6 ko), ad oggi invece è a 2.3 punti a partita (con 5 ko, per ora). Miglioramento sensibile da confermare nelle prossime quattro sfide: calendario alla mano, Piacenza ha un cammino peggiore ma sfrutta spesso il fattore campo (con Bergamo, Casalmaggiore e Novara) e potrebbe anche fare l’en plein. Alle rosa il compito di non mollare neppure le briciole e soprattuto di respingere l’assalto nello scontro diretto. Se davvero non è cambiato nulla, sarebbe bello chiudere per il secondo anno di fila sulla piazza d’onore. E in caso, se non chiediamo troppo, ripetere pure il gran finale playoff…

Giovanni Gardani 

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