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Aido, nel casalasco
450 nuovi
donatori

Ambrogio Mazzini confermato presidente della sezione di Casalmaggiore, San Giovanni in Croce e Solarolo Rainerio.
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Mazzini e il municipio di Casalmaggiore

CASALMAGGIORE – Ambrogio Mazzini è stato confermato presidente della sezione Aido di Casalmaggiore, San Giovanni in Croce e Solarolo Rainerio. Una sezione rilevante, che conta ben 620 soci. A confermarlo per il quarto mandato (divenne presidente nel 2004) l’assemblea elettiva che si è riunita sabato scorso presso la sede di via Bixio. A portare i saluti dell’Amministrazione comunale era presente l’assessore si Servizi Sociali Gianfranco Salvatore. Il rinnovo degli organi direttivi ha consentito di innalzare a 11 i componenti il Consiglio Direttivo, che è stato ringiovanito. Dopo aver approvato i bilanci consuntivo 2015 e preventivo 2016, si è passati all’elezione del Direttivo. Oltre al presidente Ambrogio Mazzini, ne fanno parte: Carmela Boldrini (vice presidente), Lidia Bonfanti (segretario), Lorenzo Costa, Anna Giamei, Manu Jassi Parampreet, Carlo Lucotti, Francesca Storti, Angiolino Tolomei (vice presidente vicario), Angela Zaffanella (amministratore) e Giuliano Zambelli. Il collegio dei revisori dei conti è formato da Daniela Loguercio (presidente), Diva Rota ed Evelino Zucconelli.

Nella relazione morale, il presidente si è detto soddisfatto dell’opera di divulgazione della cultura della donazione, nonostante le difficoltà finanziarie. Ha poi elencato due delle manifestazioni organizzate: il Convegno sulla Donazione degli organi e relativi Trapianti, in collaborazione con il Presidio Ospedaliero Oglio Po, tenuta dal personale specializzato in materia degli Istituti Ospedalieri, che ha visto una massiccia partecipazione degli operatori sanitari del territorio Oglio Po, e l’evento in Teatro Comunale a Casalmaggiore “Un Concerto per la Vita” con relativi riconoscimenti alle famiglie dei donatori conosciuti di questi ultimi anni e agli operatori del Presidio Ospedaliero Oglio Po. E’ seguita la commemorazione dei donatori conosciuti: Alessandro Varasi, Romano Zanoni, Giuseppe Federici e Martina Paturzo oltre al ringraziamento a chi ha preferito l’anonimato.

Mazzini ha poi sottolineato la promozione della Carta Enjoi realizzata in collaborazione con Ubi Banca, i presidi di formazione all’ospedale Oglio Po in collaborazione con l’associato dottor Luigi Borghesi, e la Campagna Naizonale Anthurium di raccolta fondi per la ricerca sulle donazioni e trapianti. E poi l’importante presenza nelle scuole, iniziata nel 2012 e sempre più fitta, la conferenza-dibattito in collaborazione col Lions Club sulla donazione del midollo osseo. Ha infine rimarcato la rappresentanza nel nuovo consiglio di tutte le aree, dal capoluogo alle sue frazioni a San Giovanni e Solarolo.

Non poteva mancare un accenno al Progetto Regionale “Donare gli Organi una scelta in Comune”, già operante all’anagrafe comunale di Casalmaggiore in forma cartacea e trasmessa attualmente tramite l’Asst, in attesa che il Comune aggiorni il sistema informativo per la trasmissione diretta al Centro Nazionale Trapianti, delle dichiarazioni di volontà espresse tramite il rinnovo della carta di identità.

Su questo tema abbiamo sentito il confermato presidente, che parte da un dato molto confortante: «Su circa 500 rinnovi di carta d’identità del Comune di Casalmaggiore fatti nel 2015, il 90% degli interessati ha espresso il proprio consenso alla donazione degli organi. Un dato che non appare affiancato al Comune per la mancanza del sistema informativo, e che risulta presso l’Asst, che recepisce queste informazioni, ma che c’è. Non si tratta di iscrizioni all’Aido, speriamo però che in futuro parte di questi possano diventarlo».

Con cifre di questo tipo, in proiezione nazionale, la speranza è che i tempi di attesa dei malati possa calare. «In Italia siamo passati nel 2015 dai 75mila che hanno espresso il consenso a 140mila. Un numero quasi raddoppiato, grazie ai tanti Comuni che hanno adottato il progetto. La situazione è certamente migliorata, ma i tempi di attesa restano lunghi. Al 31 dicembre 2015 le persone in attesa di trapianto erano 9.070, oggi sono saliti a 9.300. Nel 2015 ci sono stati 3.317 trapianti con 1.166 donazioni (tante sono donazioni multiorgano); purtroppo le richieste di donazioni, legate a malattie in aumento (ad esempio quelle di carattere renale), sono sempre in crescita. Oggi c’è un rapporto di 1 a 4 tra chi ha bisogno e chi dona. Questo per dire che l’emergenza non è superata».

Trattandosi di consenso ad espianti futuri, ovvio che la ricaduta ci sarà tra parecchi anni. L’emergenza dunque non è superata, ma negli anni questi numeri potranno migliorare la situazione.

«Non si tratta solo di un atto di carità – precisa Mazzini – ma di un servizio sociale: i trapianti consentono di eliminare necessità di cure, migliorando la vita delle persone e i conti economici del servizio pubblico».

Infine una differenza tra chi esprime il consenso e chi si iscrive all’Aido: «Nel primo caso capita che al momento dell’espianto i parenti, non al corrente della scelta, decidano di negare il consenso, e non è ovviamente quello il momento per aprire discussioni, mentre l’iscritto Aido mette sempre al corrente i famigliari della scelta fatta».

Vanni Raineri

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