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Costituito il Comitato
anti trivelle, "ma l'80% della
popolazione non è informato"

I relatori erano Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi, che hanno toccato vari tempi in un’assemblea durata oltre due ore. Dopo la lettura dell’atto costitutivo, infatti, uno dei punti più interessanti è stata la sottolineatura della valenza politica del referendum.
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CASALMAGGIORE – E’ nato nella serata di mercoledì il Comitato Casalasco Piadenese “Vota sì per fermare le trivelle”. Lo ha fatto presso il Centro Primavera di Casalmaggiore, alla presenza di una cinquantina di persone e grazie ad una trentina di firme apposte sull’atto costitutivo: autografi giunti sia a titolo personale, che in rappresentanza di associazioni culturali o politiche presenti sul suolo Casalasco. Nel complesso l’appoggio ufficiale, previa firma, è arrivato da Circolo Rive Gauche Casalmaggiore, Gruppo Persona Ambiente, Acli Casalmaggiore, Arcibassa Gussola, Associazione Amici dell’Ambiente di Sabbioneta, Coordinamento Comitato contro le Autostrade, Circolo Sel Gussola, Isde Cremona – Medici per l’Ambiente, ma non sono mancati sostenitori di varie forze politiche locali come, oltre alla già citata Rive Gauche, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Listone di Casalmaggiore.

I relatori erano Cesare Vacchelli ed Ezio Corradi, che hanno toccato vari temi in un’assemblea durata oltre due ore. Dopo la lettura dell’atto costitutivo, infatti, uno dei punti più interessanti è stata la sottolineatura della valenza politica del referendum: “Non si tratta solo di dire sì o no ai quesiti – è stato specificato – ma di lanciare un messaggio a Roma: il nostro Governo a Parigi, alla Conferenza per il Clima, ha sostenuto l’impegno con 190 altri paesi del mondo di abbandonare le fonti fossili. Poi però una volta rientrati in Italia ha fatto scelte opposte, come lo Sblocca Italia e, appunto, la decisione di trivellare fino a 12 miglia dalla costa”.

Chiaramente, bloccare le trivellazioni in mare non significa automaticamente bloccare le richieste di trivellazione nel Casalasco, dove il mare non c’è, ma dire sì al referendum sarebbe un modo per lanciare un messaggio forte anche dal territorio. “Purtroppo la scelta del 17 aprile come data del referendum è infelice – è stato evidenziato – perché sarebbe bastato inserire tutto nell’unico election day di giugno, per facilitare una maggiore affluenza e dunque il raggiungimento del quorum. Non solo: un sondaggio Svg di 15 giorni fa precisa che il 40% della popolazione italiana non sa nulla del referendum e un altro 40% è poco informato della questione. Il dato positivo è che il 78% di chi andrà a votare ha dichiarato che barrerà il “sì”, ma potrebbe non bastare”.

Da qui l’idea di costituire un comitato che faccia informazione su tutti e venti i comuni Casalaschi. “La riunione del Centro Primavera – spiega Vacchelli – è stata anche organizzativa: abbiamo cioè studiato una prima bozza del lavoro, con le varie iniziative, che vanno dai banchetti al mercato settimanale, al volantinaggi, ai flash-mob, a comizi e serate informative. Due, che riguardano il rischio di trivellazione legato al “progetto Gussola”, sono già state organizzate il 21 marzo a Sabbioneta con Sel e l’amministrazione comunale e il 31 marzo a Rivarolo del Re”.

Giovanni Gardani

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