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Malvezzi, sulla Sanità lettera
ai sindaci: "E' tempo
di realismo e responsabilità"

Secondo Malvezzi, come si legge nella lettera, con la creazione di questo ambito “si premia l'impegno serio e costante dei vertici delle aziende territoriali, ai quali vanno i miei più sinceri ringraziamenti, e dell'azione sinergica tra i rappresentanti politici dei territori presenti all'incontro.
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CASALMAGGIORE/VIADANA – Anche il consigliere regionale di Cremona Carlo Malvezzi si esprime sul tema del giorno, o forse della settimana: la creazione di un unico ambito distrettuale della sanità riferito al territorio Oglio Po. Lo fa, per la precisione, con una lettera inviata ai vari sindaci dei comuni comprensoriali, ai quali rivolge un invito, esprimendo soddisfazione per il risultato raggiunto.

“Caro sig. Sindaco – si legge nella missiva – la legge regionale 23/2015 sull’evoluzione del sistema sanitario lombardo sta portando i primi frutti. Nella riunione con il Presidente Maroni che si è tenuta ieri, 15 marzo, si è stabilito di costituire, in forma sperimentale, l’ambito distrettuale territoriale Oglio Po per l’erogazione dei servizi sanitari e socio-sanitari. Le due ASST di Cremona e di Mantova, coordinate dalla ATS Valpadana, collaboreranno in modo coordinato ed integrato. Nei prossimi giorni la Giunta Regionale assumerà una specifica deliberazione. Si tratta di un risultato molto atteso dai territori e dalle rappresentanze istituzionali che consentirà di organizzare al meglio i servizi ai cittadini, garantendo le migliori risposte ai nuovi bisogni di cura”.

Secondo Malvezzi, come si legge nella lettera, in questo modo “si premia l’impegno serio e costante dei vertici delle aziende territoriali, ai quali vanno i miei più sinceri ringraziamenti, e dell’azione sinergica tra i rappresentanti politici dei territori presenti all’incontro. Un grazie particolare va anche al presidente Maroni, che ha dimostrato il suo interesse per il nostro territorio da sempre, confermato oggi con questa decisione. Credo che questo sia il tempo del realismo e della responsabilità”.

Da qui l’appello ai vari sindaci. “Il realismo di chi sa che il modello di welfare conosciuto fino ad oggi dovrà trasformarsi per dare risposte più puntuali. In questa prospettiva anche le nostre strutture sanitarie dovranno trovare la propria “vocazione”, in un quadro di regole e di indirizzi che dal livello nazionale si fa più stringente. Sappiamo tutti che le battaglie di retroguardia non aiutano ad affrontare le nuove sfide. E serve poi la responsabilità di chi sa che le trasformazioni dei sistemi complessi vanno governate e non subite e che la salute dei cittadini è un tema troppo importante per essere strumentalizzato alimentando inutili timori e allarmismi che generano disaffezione verso le stesse strutture sanitarie che, a parole, si vorrebbero tutelare. Con questi presupposti potranno trovare piena applicazione le innovazioni organizzative e strutturali della nuova legge regionale sul sistema sanitario lombardo. Grazie al leale rapporto di collaborazione costruito in questi anni si potranno conseguire altri positivi risultati per i nostri cittadini”.

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