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Pioppi secolari, sabato
mattina nuova perizia:
si eviterà l'abbattimento?

L’Ufficio Ambiente precisa altresì che l’agronomo, che ha sempre realizzato queste perizie per il comune di Casalmaggiore, in passato si era opposto all’abbattimento, suggerendo invece di sfrondare i rami e potarli. Quasi a voler sottolineare che la scelta è stata fatta perché ritenuta ormai indispensabile.
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Nella foto alcuni dei pioppi interessati dall'intervento

CASALMAGGIORE – La guerra dei pioppi, termine volutamente forte, passa ora alle armi della diplomazia. Anzi, dei tecnici. La vicenda è nota e già ne avevamo parlato nei giorni scorsi, ma promette di avere uno sviluppo concreto nelle prossime ore. Sette esemplari di pioppi lungo via Alzaia, piantati negli anni ’20, dunque quasi secolari, sono interessati da un provvedimento che, per alcuni di questi, potrebbe portare all’abbattimento. L’Ufficio Ambiente ha confermato che, dopo il consulto e il sopralluogo, con tanto di strumentazione specifica, da parte dell’agronomo Gabriele Panena, questi esemplari sarebbero malati: in particolare il pioppo sarebbe stato scavato internamente, con l’acqua scesa a partire dal cosiddetto palco dopo le ultime potature, e dunque avrebbe perso stabilità, risultando secondo lo stesso Panena a rischio schianto con conseguente pericolosità per i passanti.

L’Ufficio Ambiente precisa altresì che l’agronomo, che ha sempre realizzato queste perizie per il comune di Casalmaggiore, in passato si era opposto all’abbattimento, suggerendo invece di sfrondare i rami e potarli. Quasi a voler sottolineare che la scelta è stata fatta perché ritenuta ormai indispensabile e non per partito preso. In particolare il pioppo cosiddetto dell’allocco, in quanto questo animale ha già nidificato, non sarà interessato dall’intervento mentre gli altri quattro esemplari dovranno essere abbattuti, o almeno così si esprime la delibera, perché questa è la richiesta formale. Precauzionalmente, il comune ha posizionato in zona alcune transenne con la scritta “pericolo caduta rami”. Il rischio, in caso di abbattimento di quattro esemplari, è che gli altri due pioppi, una volta rimasti in piedi, non riescano poi più a “fare schermo” rispetto all’azione degli agenti atmosferici, non potendo fare rete con gli altri esemplari. Per questi due pioppi si parla di “abbattimento consigliato”, e dunque non richiesto espressamente.

In ogni caso, un fronte di cittadini si è mosso autonomamente, non tanto per fare la guerra al comune, quanto per chiedere una ulteriore perizia. Il senso è chiaro: evitare se possibile l’abbattimento e accettare quest’ultimo soltanto come extrema ratio. In questi giorni sono stati mobilitati l’associazione Salviamo il Paesaggio, che ha scritto al sindaco Filippo Bongiovanni, oltre al Corpo Forestale dello Stato, al quale sono state portate fotografie delle piante secolari che, secondo alcuni, sono tra le più antiche sul suolo lombardo.

Per questo nelle prossime ore sono previste ulteriori perizie: una di queste è già stata fissata per sabato mattina alle ore 10, quando l’agronomo Mauro Carboni, convocato proprio dal fronte dei cittadini prima indicato, giungerà da Colorno con un resistografo, macchina che permette di verificare eventuali degenerazioni interne del tessuto legnoso. Un altro perito arriverà poi su invito del sindaco Bongiovanni. Una serie di perizie supplementari che dovrebbe portare ad un responso condiviso e accettato a quel punto da tutte le parti in causa. Nel mentre, va detto, il tempo stringe: secondo l’Ufficio Ambiente la decisione va presa prima che gli alberi mettano foglie. A quel punto il rischio di caduta rami o, peggio, di schianto, sarebbe più elevato.

Giovanni Gardani 

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