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Consigliere non convocato:
consiglio a Sabbioneta dura
soltanto 5 minuti. E' polemica

A Luca Serini non è giunta la convocazione. “Per protesta - ha scritto - non parteciperò ai lavori del consiglio e lo faccio, ancora per senso di responsabilità, in occasione di una seduta che non è determinante per la vita dell’Ente, sempre nell’ottica del rispetto per i diritti dei cittadini".
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SABBIONETA – Un consiglio comunale durato 5 minuti. Proprio così: convocato per le ore 20.30, il consesso di Sabbioneta mercoledì sera è terminato alle 20.35. Qualcuno sostiene che si tratti di una sorta di prima volta, mai successa prima. Non abbiamo prove su questo aspetto, ma è probabile che sia davvero un record. La sospensione è avvenuta quando il sindaco Aldo Vincenzi ha ammesso l’errore degli uffici comunali, per quanto concerne la comunicazione, nello specifico la comunicazione di uno dei consiglieri.

A tal proposito, il consigliere di minoranza che, suo malgrado e senza colpe specifiche, è stato alla base della sospensione della seduta, Luca Serini, non era presente alla seduta e si è sfogato il giorno dopo con un comunicato indirizzato al sindaco e pure al Prefetto di Mantova. “Ancora una volta, in occasione della convocazione del consiglio comunale, deve essere rilevata la violazione del disposto dell’art. 9 comma 5 del regolamento comunale istituito per il suo funzionamento, che prevede, com’è noto, che la documentazione relativa agli argomenti in discussione, debba essere messa a disposizione dei consiglieri almeno cinque giorni prima della data fissata per la seduta, situazione aggravata dal fatto che in occasione di questa sessione consigliare non mi è stata notificata, nemmeno in formato elettronico, così come avevo chiesto per facilitare il lavoro degli uffici, la convocazione del consiglio stesso”.

“Tale situazione rappresenta ormai – attacca nello scritto Serini – una costante dei lavori consiliari, che hanno visto celebrarsi consigli in cui addirittura la consegna della documentazione è stata effettuata 36 ore prima della seduta. Tale situazione rappresenta una vera e propria mancanza di rispetto delle prerogative e del ruolo dei consiglieri comunali, che vengono relegati ormai a numeri, dimenticando che gli stessi, invece, dovrebbero esercitare innanzitutto in questo consesso, un ruolo politico di primaria importanza nella gestione dell’amministrazione della città. Abbiamo tollerato per quasi due anni queste violazioni, nella speranza che si trattasse dei normali problemi di organizzazione che, all’inizio del mandato, ogni nuova amministrazione può incontrare”.

Serini spiega insomma che non si tratterebbe di un caso isolato. “Abbiamo, per senso di responsabilità, evitato di sollevare eccezioni formali sul rispetto delle norme regolamentari. Avremmo potuto impugnare l’esito di sedute delicate, il che avrebbe determinato la paralisi dell’azione amministrativa della città, addossandovi legittimamente le colpe della vostra disorganizzazione. Non lo abbiamo fatto, lo ripetiamo, solo per senso di responsabilità nei confronti dei cittadini in nome dei quali ci troviamo qui ad operare. Ci siamo limitati ad avvertirvi che questa situazione non poteva proseguire; vi abbiamo chiesto di mutare atteggiamento. Lo abbiamo chiesto formalmente a tutta la coalizione di governo, non soltanto al Sindaco: quella coalizione di governo che si è presentata come composta da paladini della legalità e della trasparenza ma che, a distanza di quasi due anni dall’insediamento, si sta dimostrando assolutamente insensibile a tali proclami. E’ forse rispetto della legalità consegnare i documenti del consiglio, in violazione delle norme che ne regolano il funzionamento o addirittura non convocare un consigliere di minoranza? Può definirsi trasparente il comportamento di chi di fatto impedisce ai consiglieri comunali di espletare al meglio la propria funzione, omettendo di consegnare loro, in tempo utile,  i documenti su cui dovranno discutere nell’adunanza? Ciò che maggiormente sorprende è che tale comportamento promani da un Sindaco che, all’opposizione nella passata amministrazione, si lamentava in modo anche rumoroso ed importante, delle violazioni di questi principi che, prima di essere normativi, dovrebbero esser di buon senso”.

Serini nella sua missiva si rivolge, come spiegato, direttamente al sindaco Vincenzi. “Il consigliere comunale, sig. Sindaco, signori assessori e signori consiglieri, non è solo un soggetto a cui chiedere di venire in consiglio per mantenere il numero legale della seduta o per alzare la manina in occasione delle votazioni. Il consigliere comunale, cari colleghi, non serve a trasportare libri da un locale all’altro: non siamo stati eletti per postare sui social network le fotografie ritraenti l’esercizio della nostra buona volontà, magari nella speranza di coprire il vuoto totale dell’azione amministrativa. Né potete pensare di fare differenze di dignità fra maggioranza e minoranza, pur nella ovvia distinzione delle posizioni. Il ruolo del consigliere di opposizione è importante quanto quello della maggioranza. Chi siede in consiglio comunale come componente del gruppo di minoranza ha il compito di vigilare sull’operato di chi amministra, di dare suggerimenti e anche aiuti, se necessario, nell’interesse della collettività. La maggioranza ha il dovere morale di ascoltare e favorire la partecipazione di chi rappresenta la minoranza e deve creare le condizioni di dialogo e di ascolto. Il consigliere, dunque, svolge innanzitutto un preminente ruolo politico e lei Sindaco, deve esserne il supremo garante”.

Da lì la decisione sicuramente estrema. “Per protesta, non parteciperò ai lavori del consiglio e lo faccio, ancora per senso di responsabilità, in occasione di una seduta che non è determinante per la vita dell’Ente, sempre nell’ottica del rispetto per i diritti dei cittadini. Sarò assente, non senza chiedervi, così come l’ho chiesto al Sig. Prefetto quest’oggi, di rinviare la discussione sugli argomenti posti all’ordine del giorno, ad altra data che consenta il rispetto dei termini di cui al suddetto regolamento. Se ciò non avverrà, questa volta valuteremo la possibilità di azioni di maggiore forza, nell’interesse del ruolo che rivestiamo e che – lo ripetiamo ancora una volta –  è Suo compito, sig. Sindaco tutelare”.

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