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Eridanus, strappo Municipia
che esce dal progetto
"Costi superiori al preventivo"

Dopo la decisione di non aderire da parte dei Comuni di Gussola, Martignana Po e Torricella del Pizzo (che si stanno unendo a loro volta), ecco dunque una nuova doccia gelata sul progetto, e in particolare sulla possibilità di accedere ai contributi agognati per iniziative di questo genere.
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SCANDOLARA RAVARA – Colpo di scena sul progetto Eridanus, la convenzione tra più unioni e comuni sulla gestione del servizio di Polizia Locale, e non è certo il primo nella storia di Municipia. In pratica l’unione, che comprende i Comuni di Scandolara Ravara, Motta Baluffi e Cingia de’ Botti, ha deciso di recedere dall’accordo firmato con le unioni Palvareta Nova e Foedus e col Comune di Bozzolo. Dopo la decisione di non aderire da parte dei Comuni di Gussola, Martignana Po e Torricella del Pizzo (che si stanno unendo a loro volta), ecco dunque una nuova doccia gelata sul progetto, e in particolare sulla possibilità di accedere ai contributi agognati per iniziative di questo genere. Il che potrebbe comportare una lite tra i Comuni rimasti e quelli che hanno deciso di stracciare l’accordo già sottoscritto.

La decisione è stata presa nel corso dell’assemblea di Municipia che si è tenuta mercoledì sera a Cingia de’ Botti, ed è stata ufficializzata nel corso della giunta dell’unione (di cui fanno parte di tre sindaci) che si è svolta venerdì mattina. Tecnicamente il recesso è doppio: il lotto A riguarda il progetto “Unioni… insieme per la sicurezza”, il lotto B il progetto “Eridanus”. La convenzione era stata sottoscritta dai 12 comuni (Bozzolo e le tre unioni, appunto) il 12 gennaio, e riguardava la gestione associata delle funzioni di Polizia Locale. La giunta di Municipia ha richiamato gli accordi sottoscritti, e la partecipazioni ai bandi per l’assegnazione di finanziamenti destinati alle unioni, bandi che vedono capofila l’unione Foedus.

Il recesso, afferma la delibera subito pubblicata, è stato deciso “in quanto risultano cessate le premesse che hanno portato la condivisione iniziale”. Nel contempo è stato conferito al presidente dell’unione, il sindaco di Scandolara Valleda Rivaroli, il mandato d effettuare tutti gli atti conseguenti anche in merito al recesso dalla partecipazione al bando Regionale. Si richiama la legge che prevede: “nel caso di scioglimento o di recesso dalla forma associativa prima del termine di 5 anni, le Amministrazioni uscenti sono tenute alla restituzione pro quota dei finanziamenti regionali ricevuti. Si prevede altresì la revoca del contributo assegnato nel caso in cui si accerti la non sussistenza delle condizioni per l’accesso al finanziamento.

A pesare è stato il parere del Revisore Contabile, che afferma: “Una convenzione dovrebbe migliorare la qualità dei servizi e contenere la spesa di gestione, nel rispetto dei principi di efficacia ed efficienza e, da una verifica dei dati contabili, sembrerebbe che tali obiettivi non vengano raggiunti. Pertanto posso solo esprimere una valutazione personale negativa, in particolare nel merito del contenimento dei costi e dei riflessi negativi sul bilancio”.

Di conseguenza, i tre sindaci hanno deciso di recedere e di trasmettere la variazione di partenariato alla Regione Lombardia. Gli effetti non sono minimi: l’abbassamento da 12 a 9 (meno dei 10 previsti) enti associati comporta l’assegnazione di un punteggio inferiore. Gli effetti non saranno immediati. Per alcuni mesi la convenzione verrà rispettata. Poi, entro il 2016, i tre comuni di Municipia usciranno, facendo sì che gli agenti comandati da Guido Stradiotti scenderanno da 7 a 5.

Come affermato in delibera, Municipia rinuncerà alla sua parte del contributo, ovviamente, ma se la fuoriuscita mettesse a repentaglio anche il contributo (o una sua parte) spettante agli altri comuni si aprirebbe un problema. E forse, chissà, una lite legale con richiesta di risarcimento del danno. Ipotesi esclusa da Velleda Rivaroli: «L’uscita di Municipia non comporterà danni economici agli altri Comuni».

Vanni Raineri

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