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Piadena, tutto pronto
per l'inaugurazione della
Sala delle Piroghe

Per l’importanza che i fiumi hanno rivestito nella storia del territorio si è ritenuto dunque necessario realizzare presso il Museo Archeologico Platina una sezione apposita dedicata all’archeologia fluviale, al fine di divulgare i vari aspetti di questo fenomeno.
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PIADENA – Sabato 9 aprile alle ore 17 sarà inaugurata la Sala che il Museo Archeologico Platina ha dedicato alle piroghe. Interverranno il Soprintendente per i Beni Archeologici della Lombardia Filippo Maria Gambari, la Direttrice del Centro per il Trattamento del Legno Bagnato della medesima soprintendenza, Barbara Grassi e Marco Baioni, il Conservatore del Museo.

Il territorio cremonese è infatti caratterizzato dalla presenza di importanti fiumi che hanno avuto per millenni un ruolo complesso e molteplice: confini protetti, vie di comunicazione, risorse agricole ed economiche e fonti di potenziali pericoli per la popolazione. Il rapporto millenario tra uomo e fiume è testimoniato dal punto di vista archeologico dal posizionamento di alcuni siti a controllo e a sfruttamento delle vie d’acqua e dalla presenza di strutture portuali, ma anche dalla diffusa evidenza di imbarcazioni. L’imbarcazione più diffusa è quella più semplice ed elementare, ma anche la più antica: la piroga monossile. Essa attesta lo sfruttamento del fiume come via di traffico, ma anche come risorsa economica (pesca) dalla Preistoria al Medioevo. Il Cremonese ha restituito nel tempo numerosi esemplari di questo tipo di imbarcazione, ma al momento solo presso il Museo Civico di Crema è presente una sezione che mostra alcuni esemplari provenienti dal fiume Adda. Il rinvenimento di piroghe nei fiumi lombardi è relativamente frequente, la disponibilità di manufatti recuperati con le giuste modalità e avviate a un appropriato processo conservativo sono piuttosto rare, così come quelle correttamente musealizzate.

Per l’importanza che i fiumi hanno rivestito nella storia del territorio si è ritenuto dunque necessario realizzare presso il Museo Archeologico Platina una sezione apposita dedicata all’archeologia fluviale, al fine di divulgare i vari aspetti di questo fenomeno, dai rinvenimenti alle metodologie di recupero. Grande attenzione sarà quindi dedicata alle piroghe rinvenute nella parte centrale e orientale del territorio provinciale, soprattutto nel greto del fiume Oglio.

Nel museo di Piadena troveranno collocazione, in momenti differenti, due esemplari di grandi dimensioni: la piroga di Quinzano d’Oglio e quella di Piadena. La piroga di Quinzano ha già ultimato il suo processo di restauro ed è già stata trasportata a Piadena, mentre quella di Piadena ha iniziato ora il processo di restauro e dunque sarà inserita a fine 2016. Entrambe, come quasi tutti gli esemplari lombardi di questo tipo di imbarcazione, sono del tipo monossile, cioè ricavate scavando un unico tronco d’albero (quercia). Quella di Quinzano, che è la più grande, è lunga circa 635 cm e larga dai 79 ai 106 cm e presenta una struttura generalmente ben conservata a accezione di due fenditure presenti alle due estremità. Quella di Piadena è più corta e leggermente meno conservata.

Il Museo Archeologico Platina ha avviato dal 2011 un processo di progressivo rinnovamento della sua sezione espositiva che ha portato nel febbraio 2014 all’inaugurazione della nuova ala del Museo, realizzata all’interno di un palazzo appositamente restaurato e collegato alla sede storica. Nella nuova ala sono state finora allestite la Sezione sulla Preistoria ed quella sulla Protostoria, di recentissima inaugurazione (04/07/2015). Questa operazione ha liberato ampi spazi nella sede storica del museo, soprattutto la lunga sala che ospitava precedentemente i materiali preistorici. Date le dimensioni e le caratteristiche del corridoio si è deciso a questo punto di dedicare questo spazio alla conservazione e valorizzazione delle due piroghe suddette, rinvenute nel fiume Oglio. L’allestimento parziale della nuova sezione deve essere visto come la naturale continuazione del processo di riallestimento del museo cofinanziato da Regione Lombardia a partire da l’anno scorso con la Sezione Protostorica. Essendo il bene già trasferito in loco per esigenze organizzative legate alle tempistiche di restauro (senza lo spostamento a Piadena della piroga di Quinzano non si poteva iniziare la fase finale di restauro della piroga di Piadena) si è deciso di avviare quanto prima la valorizzazione del manufatto.

Il progetto di valorizzazione, cofinanziato da Comune di Piadena e Regione Lombardia, si articola su più azioni che hanno come obiettivo quello dell’allestimento della piroga di Quinzano e poi quella di Piadena. Si è dunque realizzato: un rilievo tradizionale e un rilievo 3D del manufatto; un supporto espositivo mobile; il restauro in loco con preparazione all’esposizione; una postazione multimediale; la struttura espositiva con passerelle e aree informative.

Inserire in un museo due grandi manufatti in legno, legati al loro uso in ambiente fluviale, è un’operazione complessa. Non solo infatti si effettua una forte decontestaulizzazione del bene, ma si alterano definitivamente i rapporti prospettici, visivi e spaziali tra pubblico e reperto. Il progetto espositivo ha cercato di ovviare il più possibile a queste problematiche, cercando di posizionare il manufatto in una posizione più corretta rispetto al visitatore e di recuperare l’antico contesto almeno attraverso la suggestione.

Il piano di visita è stato quindi rialzato dal livello del pavimento per contribuire a restituire una visione dall’alto delle piroghe, specialmente per il pubblico infantile. Le struttura di metallo realizzata ha infatti una molteplice funzione: rialza il piano accessibile al pubblico, ma ha anche un carattere funzionale: infatti potrebbe permettere l’alloggiamento di eventuali supporti di climatizzazione (nel caso un domani servissero). La struttura costruita è inoltre facilmente smontabile per permettere la manutenzione delle piroghe e l’aggiunta a breve del secondo esemplare.

Questo “pontile” delimita lo spazio dove sono collocate le due piroghe con bordo rialzato di 25 cm (sempre con assi da cantiere) e una ringhiera ancorata alla struttura modulare sottostante. Il vano viene “colmato”, a quota leggermente inferiore, da un piano di colore blu sul quale è distribuito uno strato di “ciotoli” in vetro realizzati da una vetreria di Murano. Le pareti sono state colorate di un colore che in qualche modo richiamerà il cielo e l’aria aperta e sulla parete di fronte alle piroghe sono stati posti tre pannelli in forex sulle tematiche inerenti le piroghe.

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