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Il giovani del 'Faro'
in pizzeria
col vescovo Napolioni

Più di una trentina di giovani, giovanissimi e seniores la sera di mercoledì hanno partecipato ad una cena speciale.
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Dal sito della Diocesi di Cremona

CASALMAGGIORE – Il “Faro”, il gruppo di giovani e non solo dell’oratorio Santo Stefano di Casalmaggiore, è abituato ad incontri inusuali. Anche l’ultimo non si può dire sia stato da meno. Più di una trentina di giovani, giovanissimi e seniores la sera di mercoledì 27 aprile si sono dati appuntamento in pizzeria: ospite il vescovo Antionio Napolioni.

Alla serata hanno preso parte anche il parroco di Casalamaggiore, don Cesare Nisoli, e il vicario don Marco Notarangelo, che ha fatto gli onori di casa, oltre al segretario episcopale don Flavio Meani.

Un incontro proseguito nell’auditorium parrocchiale, meno affollato e più consono per ascoltare il Vescovo. «La parola è la linfa vitale del tralcio, Gesù, e noi, che, secondo la parabola evangelica, siamo suoi tralci» è stato l’attacco alla meditazione. E ancora: «Il giovane sa di diventare adulto dopo che sono stati percorsi i segni dell’opera che Dio ha iniziato: scuola, indipendenza e lavoro (o ricerca del medesimo), affettività e fecondità».

Mons. Napolioni, stuzzicato dalla domanda del «come», ha chiuso l’incontro con l’invito a un criterio: il metodo, ossia la domanda basale del «chi sono io e cosa voglio dalla mia vita». Senza questa partenza anche la ricerca del significato del lavoro nella vita (il tema di quest’anno per il Faro) diventa un vagare cieco che spesso sfocia nel nulla di fatto, con la delusione più profonda, la perdita di stima in se stessi e con la scomparsa della speranza, la luce che illumina il cammino della vita di un cristiano.

Una bella serata, che ha visto i giovani entusiasti, anche grazie al primo incontro personale con il nuovo Vescovo, che ha svelato con simpatia il suo approccio franco.

Gli incontri del “Faro” continueranno nelle prossime settimane con alcune testimonianze di persone impegnate nel lavoro e visite a realtà imprenditoriali o del sociale lavorativo.

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