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Pomì, l'Europa... Cev anche
il prossimo anno. Ma c'è
una chance per la Champions

Massimo Boselli Botturi, presidente rosa, ha invece chiarito che “la Pomì farà volentieri la Coppa Cev, perché la dimensione della società ormai è europea e non ci tireremo indietro”. Tuttavia, attenzione, la speranza Champions non è ancora svanita.
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Foto Sessa

CASALMAGGIORE – Un documento ufficiale giunto mercoledì pomeriggio in Baslenga, nella sede della Pomì Casalmaggiore, toglie gli ultimi dubbi che, per la verità, non c’erano mai stati: la squadra rosa campione d’Europa in carica, infatti, può ora ufficialmente iscriversi alla seconda competizione continentale per importanza, la Coppa Cev, una sorta di corrispondente dell’Europa League per il calcio (ex Coppa Uefa).

La notizia in sé non è una novità, perché col secondo posto in regular season la Pomì già sapeva di poter partecipare appunto a questo torneo. Casomai, diventa interessare sapere come la dirigenza rosa ha accolto l’invito della Cev, ossia con favore. Non era scontato: se infatti si fa un raffronto con lo scorso anno, nessuna italiana accettò di giocare la Coppa Cev, ad eccezione della Igor Novara, che però terminò in questa competizione dopo essere stata retrocessa dalla Champions League col terzo posto nel girone, dunque da febbraio in avanti.

Massimo Boselli Botturi, presidente rosa, ha invece chiarito che “la Pomì farà volentieri la Coppa Cev, perché la dimensione della società ormai è europea e non ci tireremo indietro”. E perché, aggiungiamo noi, proprio la Cev è un trofeo che manca nella bacheca rosa, arricchitasi notevolmente negli ultimi undici mesi. Tuttavia, attenzione, la speranza Champions non è ancora svanita: “Ci sono margini di manovra” ha fatto sapere il club casalese e in tal senso la speranza è legata alle famose wild card che, teoricamente, non dovrebbero più essere messe a disposizione dal 2016-2017.

In realtà, non è escluso che l’apertura voluta dalla federazione internazionale verso stati europei sportivamente (ed economicamente) più poveri, possa portare a qualche defezione al momento dell’iscrizione, dato che partecipare alla Champions League comporta costi notevoli di gestione e trasferte. Se dunque le wild card tornassero di moda, dalla Baslenga fanno sapere che probabilmente la prima potrebbe essere indirizzata proprio a Casalmaggiore: del resto che Coppa Campioni sarebbe senza le detentrici?

Giovanni Gardani 

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