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Urbanistica, la visione
'rosa' di Casalmaggiore:
"Paese come casa"

Annamaria Piccinelli, Mirca Papetti e Daniela Borini, del gruppo Casalmaggiore la Nostra Casa, formulano proposte per rivitalizzare la città.
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Piazza Garibaldi

CASALMAGGIORE – “Il lavoro della commissione urbanistica per il nuovo Piano urbano del traffico (Put) è in dirittura d’arrivo e così abbiamo ritenuto opportune alcune riflessioni e le proponiamo come componente femminile di Casalmaggiore la Nostra Casa”: Annamaria Piccinelli, Mirca Papetti e Daniela Borini, del gruppo di centrosinistra, analizzano in chiave ‘rosa’ la situazione viabilistica casalese. “Nonostante l’evoluzione che stanno attraversando i modelli familiari, la donna è ancora la persona che dedica maggior tempo alla casa e alle attività dei figli – così le donne di Cnc -. Questo ci rende evidente che, come succede per gli spazi domestici, così l’organizzazione degli spazi urbani influenzi la qualità del tempo che vi trascorriamo. Come la casa, il paese deve essere sicuro, pulito, comodo per ogni componente della famiglia, piacevole per gli ospiti, bello e gioioso. Il Put è strumento imprescindibile. Il lavoro fatto dalla maggioranza in commissione e la disponibilità ad accogliere proposte, come la nostra idea dei parcheggi satellitari al centro che sembra si concretizzi almeno in un caso, nel parco davanti al liceo Romani, è indubbio, ma presupposti profondamente diversi separano la nostra immagine di paese da quella dell’amministrazione”.

“Dalla bozza del Put – precisano Piccinelli, Papetti e Borini – emerge chiara la convinzione che la vitalità di Casalmaggiore vada di pari passo con la quantità di auto che passano per il centro storico. Vanno in questa direzione la riapertura al traffico di Piazza Turati, il doppio senso di marcia in via Favagrossa, il senso di marcia in entrata sulla drittissima via Romani e altro. Secondo noi, al contrario, la quantità di auto è inversamente proporzionale alla ripresa economica del centro. D’altra parte anche la pura isola pedonale in piazza si è dimostrata in questo senso un fallimento”. “La soluzione -propongono da Cnc – è quella di mettere in atto strategie affinché le persone provino piacere a passeggiare per il paese e vengano anche da fuori. Il nostro paese ha bisogno di idee nuove. Quella della Tangenziale dei bambini è una e ha tutto il nostro appoggio, anzi è oggetto di un’interpellanza già depositata. L’idea di ribattezzare e riorganizzare un luogo in modo così convincente e funzionale ci sembra un buon inizio per la valorizzazione di uno dei nostri punti di forza, il paesaggio”.

E il centro con i suoi negozi? “Chi vuole rilanciare un paese deve cominciare a pensare che le nostre abitudini sono cambiate, siamo troppo abituati a stare al chiuso, in spazi ‘condizionati’ in estate e in inverno e non deve nemmeno trascurare di gestire la concorrenza di internet, sia in fatto di acquisti che servizi e intrattenimento. La nostra piazza è straordinaria, ma così com’è non funziona più. Per quanto bella, è troppo larga, troppo vuota, troppo calda d’estate e fredda d’inverno, non la sentiamo più accogliente. Cosa fare? Va completamente rimodulata, con elementi d’arredo che possono essere alberature, apposite coperture, giochi stabili, coloriture delle case, illuminazione suggestiva. Bisognerebbe cogliere i segnali dei giovani e agevolare, in spazi dedicati, l’accesso al centro con i vari acceleratori di andatura, dai pattini alle tavolette, oggi anche comode e elettriche. Cogliere il successo che riscuotono sempre i tavolini in strada dei vari servizi ristorativi. Ci si illude che le auto portino movimento, in realtà tolgono molte più persone di quante ne portino, del resto i luoghi più frequentati, dai centri commerciali alle società sportive, sono appunto riserve pedonali ricche di comodità e attrazioni”.

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