Commenta

Area Vasta, alcune contrarietà
alla divisione della provincia
E all'unità con Mantova

Un documento congiunto dei sindaci dei territori Cremonese e Soresinese di proposta sull’Area Vasta ha detto un secco No alla frammentazione del territorio, ma unità dal Cremasco al Casalasco. Agostino Alloni ha chiuso con un No all’unità con Mantova.
provincia-cremona_ev

CREMONA – In una gremita sala consiglio provinciale, i Sindaci del Cremonese-Soresinese si sono confrontati sul futuro dell’Area Vasta. Presenti il coordinatore del tavolo per le riforme, consigliere regionale Carlo Malvezzi, il presidente della Provincia Carlo Vezzini, con il neo vice presidente della Provincia Davide Viola ed il consigliere provinciale Gianni Rossoni, il Sindaco del Comune di Cremona Gianluca Galimberti, l’assessore regionale Cristina Cappellini, i consiglieri regionali Agostino Alloni e Federico Lena, il presidente della Camera di Commercio Gian Domenico Auricchio, l’assessore regionale alla Cultura Cristina Cappellini, il rappresentante di Legautonomie Giuseppe Tadioli, amministratori locali.

L’incontro, promosso dal Tavolo per le Riforme Istituzionale di Confronto, coordinato dal consigliere regionale Carlo Malvezzi, è stata l’occasione per condividere con gli amministratori locali un percorso che porta alla definizione della futura Area Vasta, ex Provincia con una proposta da inviarsi al Governo al termini delle consultazioni in tutta la Regione: si sono, infatti, trattati come negli altri incontri a livello locale, le tematiche connesse al il superamento delle province nella riforma costituzionale ed il passaggio ad “enti di area vasta”, riservando la definizione dei “profili ordinamentali generali” alla legge dello Stato, mentre le “ulteriori disposizioni” alla legge regionale.

Ad aprire i lavori Carlo Malvezzi che ha illustrato lo stato dell’arte dal punto di vista delle consultazione svolte insieme agli amministratori locali, calendario, peraltro, che terminerà venerdì 27 maggio, incontrando i Sindaci Casalaschi e Mantovani. “Regione Lombardia con il presidente Maroni ha voluto fortemente questo percorso condiviso – ha chiarito Malvezzi – Una questione complessa sia da un punto di vista normativo che tecnico e che deve coinvolgere tutti i portatori di interessi. La questione dei confini geografici appassiona ben poco, rispetto al tema delle risorse e delle funzioni svolte: con l’ipotesi di riduzione delle Province da 12 a 8 Aree Vaste sulla base del modello delle Ats, il punto è giungere ad una reale efficienza del sistema complessivo, nell’ottica della semplificazione, a vantaggio di imprese e cittadini”

Dopo la presentazione della cronistoria legislativa che porta dalla soppressione delle Province all’istituzione delle aree Vaste, il presidente della provincia di cremona Carlo Vezzini ha precisato come al proposta condivisa con i sindaci con il coordinamento del Comune di Cremona, troverà la sua approvazione nell’assemblea dei sindaci fissata per il prossimo 30 maggio e dove l’ente Area Vasta può giocare una partita fondamentale per lo sviluppo delle comunità locali e per il supporto all’attività dei comuni, dal codice degli appalti a quello relativo ai servizi infrastrutturali: “rimane il tema delle risorse economiche sia nazionali che regionali sulle quali la partita rispetto  alle funzioni delegate non si è ancora chiusa”.

L’assessore Cappellini dal canto suo ha detto che, sentito l’assessore regionale Garavaglia, la decisione della Giunta con il riparto sarà adottato entro venerdì prossimo. Il presidente dell’ente Camerale, Gian Domenico Auricchio, ha ribadito come la scelta è stata quella di condividere un percorso di confronto con tutte le categorie economiche e sociali, rispettando le singoli posizioni ed affidando così ad un ente esterno uno studio per poter fornire elementi ulteriori di analisi del contesto complessivo. Gianni Rossoni ha ripercorso le tappe che hanno portato al documento Anci di proposto per le Aree Vaste ed aree omogenee, ribadendo come fondamentale sia il tema della governance delle funzioni ed il riparto delle risorse economiche; tematiche riprese dagli stessi Sindaci presenti all’incontro.

Per concludere, il sindaco di Stagno Roberto Mariani ha depositato un documento congiunto dei sindaci dei territori Cremonese e Soresinese di proposta sull’Area Vasta, con un secco No alla frammentazione del territorio, ma unità dal Cremasco al Casalasco. Agostino Alloni ha chiuso con un No all’unità con Mantova ed uguale perplessità da parte del consigliere regionale Federico Lena con lo spostamento ad est verso Mantova, mentre invece, bisognerebbe partire dai servizi e da grandi obiettivi Comuni.

Il Sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti ha ribadito, contrariamene al consigliere Lena ed Alloni, che non vi è nessuna rassegnazione, ma entusiasmo e condivisione di idee, progetti e servizi tra i Sindaci del cremonese e soresinese, che vedono positivamente l’idea progettuale di aggregazione a Mantova, soprattutto se vi è coesione di tutto il territorio.

redazione@oglioponews.it

© Riproduzione riservata
Commenti