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The Floating Piers "esperienza
unica": ecco le prime
impressioni casalasche

Un pullman da Torricella del Pizzo è arrivato a Sulzano già domenica, al secondo giorno. Tra i gruppi di Protezione Civile attivi, tre arrivano dal Casalasco con le Aquile Oglio Po di Martignana, il gruppo Volturnia di Gussola e il Grande Fiume di Casalmaggiore.
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Nella foto The Floating Piers

SULZANO – Lo hanno già chiamato il Miracolo di Christo: e anche se la passeggiata sull’acqua richiama aspetti biblici, per non peccare di blasfemia, meglio togliere subito il dubbio. Christo, anzi Christò, alla francese, è l’artista bulgaro di stanza negli Stati Uniti che è riuscito a richiamare, con la sua installazione pensata negli anni ’70 e inaugurata sabato scorso, 55mila persone a Sulzano, sul lago di Iseo soltanto nelle prime 24 ore. Anzi, qualcosa meno, dato che a causa del maltempo il ponte galleggiante che collega il comune sebino a Montisola, è rimasto chiuso nella notte tra sabato e domenica. Una decisione criticata, perché il maltempo è svanito già dopo la mezzanotte e la chiusura prolungata ha inevitabilmente formato lunghe code pure per chi s’è alzato all’alba, pensando ad una “partenza intelligente”. Da valutare, in ogni caso, per chiunque decida di andare a Sulzano, l’incognita meteo, una delle più importanti.

L’opera d’arte, a dirla tutta, non è nella nostra provincia, ma come ignorare un evento di livello mondiale che si trova a soli 60 km da Cremona e a un centinaio dal Casalasco? Abbiamo testato, nella mattinata di domenica, The Floating Piers, questo il nome dell’opera, un ponte percorribile in paio d’ore, e la sensazione è senza dubbio unica e probabilmente irripetibile, difficile da descrivere senza averla provata di persone. Non mancano le critiche in particolare all’organizzazione con treni da Brescia e Iseo suggeriti come mezzo di trasporto, ma già congestionati all’alba di domenica per il maxi afflusso, che pure era previsto. Problemi anche alla zona rossa, quella attorno a Sulzano lungo la strada provinciale, dove l’accesso non sarebbe consentito né ad auto né a pedoni, e che pure è saltata alle prime difficoltà, con una sorta di anarchia da “liberi tutti”.

La nostra coda, per inciso, è durata due ore e mezza (dalle 7.30 alle 9.50), ma al rientro, verso mezzogiorno, la fila scorreva in tranquillità: difficile insomma trovare un giorno o un orario migliore per visitare l’opera che resterà installata fino al 3 luglio prossimo, anche se ragionando per logica infrasettimanalmente i problemi, anche logistici, dovrebbero essere meno evidenti. Di certo non sono mancati i visitatori anche dalla nostra provincia: già domenica un pullman con 61 passeggeri è partito da Torricella del Pizzo per arrivare a Sulzano: quaranta minuti di coda, tutto sommato contenuta, ma per tutti, a cominciare dal sindaco Emanuel Sacchini, la soddisfazione del “ne valeva la pena” per un’esperienza, quella della camminata in mezzo al lago, che difficilmente capiterà di provare ancora nella vita. L’ingresso è omaggio, e in omaggio anzi vi è un pezzettino del tessuto giallo dalia che ricopre la piattaforma composta da 200mila cubi di polietilene lunga oltre 3 chilometri.

Dietro a tutto questo, silenziosi e laboriosi, vi sono anche i volontari della Protezione Civile, arrivati da tutta la Lombardia nelle sedi individuate tra Sale Marasino e Iseo. Tre i gruppi solo dal Casalasco con le Aquile Oglio Po di Martignana, il gruppo Volturnia di Gussola e il Grande Fiume di Casalmaggiore. Per loro lavoro di segreteria e di smistamento, ma anche dal Cremonese e dal Cremasco l’aiuto è giunto in forze. L’impegno potrebbe essere circoscritto a un weekend, in qualche caso ancora da stabilire, ma l’impressione è che, visto il successo dell’installazione di “land art”, i gruppi resteranno sul lago per l’intera durate della manifestazione.

Giovanni Gardani

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