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Operazione antidroga
"Bassa Siberia", un arrestato
risiedeva a Casalmaggiore

Trentatre le persone coinvolte, dieci dei quali in carcere. Tra questi anche un uomo classe 1961 di origine serba residente a Casalmaggiore: da qui il coinvolgimento del comando casalese di via Cavour, che ha di fatto eseguito la restrizione voluta dalla giustizia per l’uomo, passato dagli arresti domiciliari direttamente al carcere di Parma.
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Foto di repertorio

PARMA/CASALMAGGIORE – Si chiama “Bassa Siberia” e prende il nome dalla via di Colorno sulla quale si erano incentrati i primi sospetti. Cocaina, eroina, hascisc, marijuana, anfetamina e ketamina, queste le principali droghe vendute: migliaia di dosi che hanno richiamato l’attenzione di un’operazione seguita dai carabinieri della provincia di Parma a partire dal novembre 2013.

La rete però arrivava anche nel mantovano, nel reggiano e nel cremonese. Nel Casalasco, in particolare, e qui entrano in campo di carabinieri di Casalmaggiore che, assieme ai colleghi di Parma, Fidenza, Borgo Virgilio, Basaluzzo (Alessandria), Sarno (Salerno), Sant’Ilario d’Enza e Castelnovo Monti, hanno fatto sì che nelle ultime ore nella città ducale si giungesse a stringere il cerchio fino al blitz. In questa ramificazione malavitosa capitava anche che il singolo spacciatore riuscisse a spacciare fino a un chilo di cocaina al giorno, tanto che sono stati accertati fino a 16mila contatti per gli spacciatori più attivi.

Trentatre le persone coinvolte, dieci delle quali finite in carcere. Tra queste anche un uomo classe 1961 di origine serba residente a Casalmaggiore: da qui il coinvolgimento del comando casalese di via Cavour, che ha di fatto eseguito la restrizione richiesta per l’uomo, passato dagli arresti domiciliari direttamente al carcere di Parma. Altri sette arrestati sono finiti ai domiciliari, sette invece dovranno comparire davanti alla Polizia Giudiziaria. Per la maggior parte si tratta di italiani, pur essendo presenti nell’elenco dei fermati tre albanesi, due marocchini, due serbi (uno, appunto, a Casalmaggiore) e tre nigeriani; quattro arrestate sono donne. La rete toccava anche Casalmaggiore, che come noto è a meno di dieci chilometri da Colorno, uno dei centri più attivi di questo commercio, assieme a San Secondo Parmense.

Come detto via Bassa Siberia, dalla quale è partita l’indagine nel novembre 2013, grazie alla segnalazione di alcuni residenti, si trova proprio a Colorno, a conferma di quanto il comune di Maria Luigia fosse uno degli snodi centrali. La droga veniva consegnata per strada ma anche in casa, a domicilio, con veri e propri fattorini deputati a questo compito. Il blitz nella notte tra lunedì e martedì, con un chilo di sostanza stupefacente ancora da tagliare sequestrata, ha inferto un duro colpo a questo traffico illegale, che vantava anche clienti minorenni dalle province limitrofe rispetto a Parma.

Giovanni Gardani 

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