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Strade di sangue, ora battaglia
è politica. La Lega: "Per certi
comuni fondi non ci sono"

“Per una legislatura - scrive Pasetti - io, il mio gruppo consigliare unitamente ai sindaci di Commessaggio e San Martino dall’Argine abbiamo depositato decine tra mozioni ed interrogazioni per sollecitare interventi manutentivi al sistema viabilistico provinciale ottenendo la laconica risposta: “Non ci sono fondi”.
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Nella foto il luogo dell'incidente mortale a Commessaggio

COMMESSAGGIO/MANTOVA – L’ultimo incidente mortale costato la vita a un 46enne reggiano sulla strada provinciale Gazzuolo-Viadana, in territorio di Commessaggio, nella notte tra venerdì e sabato, ha riproposta il tema delle strade killer e in particolare delle condizioni di sicurezza ritenute insufficienti su molte delle provinciali virgiliane. La polemica è divenuta presto politica, dopo che Alessandro Sarasini, sindaco di Commessaggio, ha ricordato di avere avanzato diverse segnalazioni alla Provincia di Mantova (di segno politico opposto), non ottenendo risposte soddisfacenti.

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata dopo che il piano asfalti organizzato dall’ente provinciale nell’immediato futuro avrebbe escluso una buona parte delle strade del comprensorio Oglio Po, tra cui appunto quella di Commessaggio. Il primo a intervenire su Facebook, suscitando una ridda di voci e pareri, è stato l’assessore all’Agricoltura di Regione Lombardia Gianni Fava: “Sono francamente frastornato da questa polemica – scrive l’assessore che poi utilizza l’arma dell’ironia – . Uno statista che il mondo ci invidia, prestato dal Pd alla causa delle provincia, sostiene che nel suo territorio siano arrivati soldi per le manutenzioni grazie a lui (mi aspetto che a Ostiglia gli dedichino un luogo pubblico. Che ne so… una fontana, un vespasiano, qualcosa del genere). Dall’altro si scopre che nell’alto mantovano l’unico comune dove si fanno interventi è, guarda caso, quello dove vive il vice presidente (casualmente sempre del Pd). E potrei andare avanti con altre facezie del genere ma preferisco fermarmi qui. In pratica assistiamo al primo caso di “manuale Cencelli viabilistico”. Roba da far tremare i polsi ai più navigati e scafati esperti della prima repubblica. Il tutto a qualche settimana dal rinnovo di quel che resta della Provincia”.

Il riferimento è ad Alessandro Pastacci e Massimiliano Montagnini, dato che, secondo l’accusa della Lega Nord e di altri esponenti del centro-destra, sarebbero state ignorate le strade che insistono su determinati comuni e necessiterebbero di manutenzione e miglioramenti, favorendo quasi esclusivamente i comuni di area di centro-sinistra. “Certo si potrebbe obbiettare che questo caos sia stato creato proprio dal Pd nazionale con uno dei propri autorevoli esponenti e che a livello locale si declini in salsa mantovana la gestione disastrosa del problema nazionale, ma credo che nemmeno il fantasioso Del Rio avrebbe immaginato di creare situazioni di disuguaglianza e di iniquità a questi livelli con la propria sciagurata norma. Qui a Mantova si eccede sempre. Anche in negativo. Di certo il Pd ha aperto la campagna elettorale al motto: votate il nostro candidato o vi terrete le strade coi buchi (e magari ci scappa qualche altro morto). Più che uno slogan pare un ricatto bello e buono. Tutti in silenzio a subire anche stavolta questa prepotenza? Io no di certo!”.

Successivamente, mentre Sarasini già sabato aveva scritto a Pastacci, chiedendo un intervento, è intervenuto anche Cedrick Pasetti, consigliere provinciale della Lega Nord legato da sempre al comprensorio. “Rimango sempre più allibito dalle dichiarazioni dell’ex capogruppo PD in Provincia Massimiliano Montagnini, quello che alla fine della legislatura è riuscito anche a far ridere una Provincia intera sostenendo di essere stato il guardiano degli interessi dell’Oglio Po per cinque anni. Nelle stesse ore del lancio mediatico del piano asfalti della giunta provinciale arrivava la notizia di un decesso nel punto esatto nel quale da più di un anno il sindaco Commessaggio richiede lavori di messa in sicurezza e di bitumatura della strada provinciale. Ne nasce una polemica feroce sullo stato delle strade mantovane che appaiono scenari di un paese appena uscito da una guerra.  Ma cosa sostiene il neo guru della politica provinciale, Montagnini? Nientemeno che grazie a lui medesimo nel suo territorio, l’Ostigliese, siano arrivati i soldi per le manutenzioni. Un piano asfalti che prevede anche Asola, unico comune nell’alto mantovano dove si fanno interventi, che è casualmente quello dove vive la vice presidente, la prezzemolina della candidatura del PD”.

Poi Pasetti insiste. “Per una legislatura io, il mio gruppo consigliare unitamente ai sindaci di Commessaggio e San Martino dall’Argine abbiamo depositato decine tra mozioni ed interrogazioni ed inviato formali lettere per sollecitare interventi manutentivi al sistema viabilistico provinciale ottenendo per tutta risposta la laconica frase: “Non ci sono fondi”. Abbiamo sottolineato le forti criticità a Commesaggio, lungo la provinciale San Martino-Marcaria, la grave situazione della Postumia, il colabrodo da Castiglione e Montichiari. Oggi ad un puntuale disappunto di un sindaco per la pericolosità più che datata di una strada provinciale, nella quale è deceduto un centauro, un amministratore provinciale gli si è scagliata con supponenza accusandolo quasi di lesa maestà. L’amministrazione PD della Provincia è arrivata al punto di non segnare le righe di inverno e d’estate chiedere ai Comuni di tagliare l’erba lungo le Provinciali senza provare alcuna vergogna allorquando il Presidente si fa fotografare con i sindaci con i quali stringe convenzioni per ottenere parte del ricavato delle sanzioni stradali”.

Infine uno sguardo al futuro. “I prossimi Presidente e consiglieri provinciali non verranno più eletti dai cittadini che ormai hanno capito la parzialità di chi ha amministrato la Provincia ma sino ad allora dovremmo ancor subire la visione di fotografie sulla stampa locale di presidente o della sua vice, sorridenti ed in pompa magna, che si contendono le inaugurazioni e i conseguenti tramezzini e pizzette. Si pone ora la fatidica domanda: fino a quando i mantovani, quelli che non abitano in determinate zone nelle quali vivono determinati politici, sono disponibili ad accettare situazioni di disuguaglianza e di iniquità a questi livelli? È forse iniziata la campagna elettorale ed implicitamente si vuole affermare che le opere vengono fatte solo se verranno votati determinati candidati? In fin dei conti nulla di nuovo, è la tattica elettorale suicida portata alla ribalta dal PD a Roma”.

Giovanni Gardani 

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